Al via la raccolta degli oli usati in cucina
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L’assessore Roberto Franchini2 MINUTI DI LETTURA
Chi, dopo una bella frittura, non ha mai buttato l'olio negli scarichi? È una cosa che purtroppo in molti fanno, senza preoccuparsi troppo di quanto quell'olio andrà a inquinare. Ecco allora che dal Comune di Pescia arriva un progetto per la raccolta dell'olio usato, che dovrebbe concretizzarsi già nei primi mesi dell'anno appena iniziato. «L'olio - dice l'assessore all'ambiente Roberto Franchini - è spesso sottovalutato come elemento inquinante.
Inoltre, come ci è stato confermato da Acque Spa, l'olio gettato nel lavandino può pregiudicare il corretto funzionamento dei depuratori, anche perché si parla di vari quintali che annualmente finiscono negli scarichi». Il progetto prevede il collocamento di vari bidoni, circa una trentina, in vari punti strategici della città. Alla raccolta ci penserà una ditta specializzata (il Comune sta vagliando alcune possibilità) nella trasformazione dell'olio. Altra nota positiva è il fatto che per il Comune l'operazione è a costo zero. «I bidoni - continua Franchini - verranno presi in comodato e dovranno essere pagati solo se danneggiati. La ditta a cui affideremo la raccolta verrà ripagata con i proventi della vendita dell'olio trasformato. Una volta riciclato, infatti, l'olio da frittura si presta a molti usi (per esempio come combustibile o in campo meccanico) e le aziende ne ricavano un ottimo guadagno.
L'unica cosa che dobbiamo definire meglio è l'accordo con il Cosea perché si occupi di avvertire la ditta quando i bidoni sono pieni, ma per questo non ci saranno particolari problemi». Un altro passo in più viene quindi fatto dal Comune per la tutela dell'ambiente. Sono infatti più che positivi i dati forniti finora sulla raccolta differenziata. Andando a confrontare le percentuali dei primi nove mesi dell'anno vediamo infatti che si è passati dal 30,86% del 2009 al 35,31% di quest'anno. «I dati completi - conclude l'assessore - del 2010 saranno disponibili a breve, ma posso affermare che ci stiamo avvicinando al 40%. Con la raccolta dell'olio inoltre questi risultati miglioreranno ulteriormente. Il nostro obiettivo, come previsto dalla legge regionale, è quello di arrivare al 60% entro il 2012».
Inoltre, come ci è stato confermato da Acque Spa, l'olio gettato nel lavandino può pregiudicare il corretto funzionamento dei depuratori, anche perché si parla di vari quintali che annualmente finiscono negli scarichi». Il progetto prevede il collocamento di vari bidoni, circa una trentina, in vari punti strategici della città. Alla raccolta ci penserà una ditta specializzata (il Comune sta vagliando alcune possibilità) nella trasformazione dell'olio. Altra nota positiva è il fatto che per il Comune l'operazione è a costo zero. «I bidoni - continua Franchini - verranno presi in comodato e dovranno essere pagati solo se danneggiati. La ditta a cui affideremo la raccolta verrà ripagata con i proventi della vendita dell'olio trasformato. Una volta riciclato, infatti, l'olio da frittura si presta a molti usi (per esempio come combustibile o in campo meccanico) e le aziende ne ricavano un ottimo guadagno.
L'unica cosa che dobbiamo definire meglio è l'accordo con il Cosea perché si occupi di avvertire la ditta quando i bidoni sono pieni, ma per questo non ci saranno particolari problemi». Un altro passo in più viene quindi fatto dal Comune per la tutela dell'ambiente. Sono infatti più che positivi i dati forniti finora sulla raccolta differenziata. Andando a confrontare le percentuali dei primi nove mesi dell'anno vediamo infatti che si è passati dal 30,86% del 2009 al 35,31% di quest'anno. «I dati completi - conclude l'assessore - del 2010 saranno disponibili a breve, ma posso affermare che ci stiamo avvicinando al 40%. Con la raccolta dell'olio inoltre questi risultati miglioreranno ulteriormente. Il nostro obiettivo, come previsto dalla legge regionale, è quello di arrivare al 60% entro il 2012».
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