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Variante più vicina Il nuovo ponte posato sul Pescia
Francesca Maltagliati
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Due momenti della posa in opera del ponte sul Pescia 2 MINUTI DI LETTURA
CHIESINA UZZANESE. Un'opera monumentale, che contribuirà a cambiare la viabilità in Valdinievole, ha visto ieri la sua realizzazione. Si tratta di un ponte di 65 metri che congiunge le due sponde del Pescia nella zona dietro al Don Carlos: 250 tonnellate di acciaio "corten" (caratterizzato dall'elevata resistenza meccanica e alla corrosione) sollevate grazie a due gigantesche gru, una da 500 tonnellate, l'altra da 800. Quest'ultima è la terza in Italia per potenza di sollevamento. Il ponte, che fino a oggi può esser considerato il più lungo mai realizzato in provincia, permetterà di portare a termine la strada che dovrà collegare via Livornese a via Romana, bypassando il centro di Chiesina e spostando così il traffico che, in entrata e in uscita dall'autostrada, va verso Pescia da un lato e verso Ponte dall'altro. Si tratta di un'opera da 5 milioni di euro, di cui circa 3 di lavori e altri 2 di espropri, finanziato in larga parte dalla Provincia e dalla Regione, con un contributo del Comune di Chiesina. I lavori dovrebbero concludersi intorno a ottobre 2011. Il progetto è della Provincia, e rientra in tutta una serie di interventi infrastrutturali mirati a cambiare completamente la viabilità della Valdinievole, attraverso una serie di varianti che permetteranno di andare da Larciano fino a Lucca senza attraversare i centri cittadini. In particolare, l'opera di ieri fa parte del secondo lotto di un progetto che riguarda il comune di Chiesina. Il primo lotto è infatti quello, oramai concluso, che ha visto la realizzazione del ponte sull'autostrada, mentre il terzo prevede la realizzazione di una strada che collegherà via Livornese fino alla Camporcioni. «In questo cantiere - ha detto l'assessore ai lavori pubblici e alla mobilità della Provincia Mauro Mari - siamo molto avanti, grazie anche all'impegno di imprese serie, che lavorano bene». Gli interventi sono realizzati da due aziende edili fra le più importanti della provincia: la Rosi di Pescia e la Vescovi di Lamporecchio. I lavori sono stati affidati tramite una gara pubblica con il criterio dell'offerta migliorativa. Questo significa che a vincere non sono state ditte che hanno proposto il massimo ribasso, ma quelle che hanno fatto l'offerta economicamente più vantaggiosa. In parole povere: il miglior rapporto qualità-prezzo. L'affidamento dei lavori è stato stabilito tramite un punteggio che prendeva in considerazione vari criteri: prezzo, materiali utilizzati, tempi di realizzazione, modus operandi.
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