Il Tirreno

Montecatini

«Nonostante tutto rifarei le denunce»

Pietro Barghigiani

Appaltopoli, parla l'impresario che contestò il sistema delle gare

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 MONTECATINI. «È una sentenza che mi aspettavo. Lo dicevo che non è cambiato nulla. Non mi pento di nulla. Se mi trovassi di nuovo davanti a situazioni diciamo anomale rifarei quello che ho fatto».  Rino Bandini, 64 anni, piccolo imprenditore di Marliana, già titolare della Moviasfalt di Massa Cozzile, il 4 marzo 2002 fece mettere a verbale a due dipendenti del Comune di Uzzano che qualcosa di strano gli era paso di vedere nell'aggiudicazione di una gara per la realizzazione di un parcheggio.  Non che fosse il grande accusatore di "Appaltopoli", anche se il suo contributo per mettere a fuoco il sistema dei lavori pubblici pensava di averlo dato sia nel corso delle indagini sia in aula quando venne chiamato a testimoniare davanti alla corte. Il giorno dopo la sentenza, arrivata a sette anni dal ciclone, nella quale sono state inflitte due condanne (Oliviero Zavagli a 6 anni e Paolo Parlanti a 4 e mezzo) e pronunciate 32 tra assoluzioni e non doversi procedere per prescrizione, Bandini non si sente il Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento. È un commento amareggiato che accarezza il paradosso quello del piccolo imprenditore: «A questo punto potevano assolvere anche Zavagli e Parlanti».  Non ha perso la sua serenità, Rino Bandini: «Ho sempre lavorato onestamente e continuerò a farlo. Rimango la persona corretta che sono. Quando ho presentato quelle denunce non solo le imprese mi hanno messo da parte, ma anche le amministrazioni pubbliche mi guardavano male. Nessuna che mi invitasse a partecipare alle gare».  Stufo di restare fuori e veder vincere i soliti nomi, all'ennesima gara a suo dire sospetta, l'imprenditore fece mettere a verbale questa dichiarazione: «Visto e considerato di aver partecipato a più gare d'appalto nella Valdinievole, ho preso visione che ci sono accordi tra varie imprese per spartirsi i lavori di appalto. Anche in questa gara e quella precedente di cui ho visionato il verbale, verificando le offerte pervenute si può rilevare che ci sia stato un accordo tra le varie imprese. Le ditte della zona si telefonano prima di presentare l'offerta e si mettono d'accordo». Era l'inizio di quella che per il tribunale non fu "Appaltopoli".  «Se mi dovesse ricapitare una situazione come quella di Uzzano non ci penserei due volte a far mettere a verbale quelle anomalie per cui vincono sempre i soliti» è ancora la filosofia di Bandini.  Intanto, stamani il dirigente sospeso, Edoardo Svenjak, incontrerà il sindaco, Giuseppe Bellandi.

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