Il Tirreno

Montecatini

Sì all'accordo anti-evasori ma non mancano le critiche

Giovanna La Porta
Sì all'accordo anti-evasori ma non mancano le critiche

Perplessità tra le categorie e nella minoranza

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MONTECATINI. In subbuglio le associazioni di categoria per il protocollo di intesa con l'agenzia delle entrate per programmi di recupero di evasione fiscale approvato a maggioranza dal consiglio comunale l'altra sera.

Esattamente come l'opposizione, che negli interventi di Riccardo Sensi (Pdl) e Moreno Mencarelli (Amo Montecatini) ha sottolineato «la bontà dell'iniziativa per quanto riguarda le finalità, ma l'assenza di criteri chiari per il sistema che dovrà essere messo in atto». Anche le associazioni economiche vogliono maggiore chiarezza dalla giunta in merito a chi farà che cosa e, soprattutto, relativamente alle modalità previste per avviare le segnalazioni e le richieste di controllo sui vari soggetti. Il piano di azione è stato illustrato dal vice sindaco Edoardo Fanucci: «Il primo accordo di programma per la lotta all'evasione è stato approvato alcuni mesi or sono. Sul nostro territorio sono diffusi fenomeni inaccettabili: dagli affitti in nero, a dichiarazioni dei redditi fasulle, al lavoro nero.

Non so se riusciremo a sconfiggere il fenomeno, ma bisogna provarci. Un centinaio di segnalazioni per contratti di comodato d'uso sono già partite. Un apposito team, che opererà nell'ambito del Comune, darà vita a questi interventi. Abbiamo ricevuto elogi dalla questura di Pistoia, che si è detta disposta a collaborare». Per Mencarelli «è una taglia contro chi, ipoteticamente, delinque. Chi è qualificato a dare una segnalazione, e su quali parametri? Cosa si intende per capacità di controllare le incongruenze con i redditi dichiarati? Prima di andare a colpire cittadini ipoteticamente colpevoli di evasione, controlliamo giunta e consiglio». Perplesso sul metodo anche Sensi: «Il Comune non deve fare il gendarme ma deve pensare a costruire strade, parcheggi e a rilanciare le terme.

Va bene combattere l'evasione se va a danneggiare l'economia cittadina, ma il Comune non ha compiti statali, è bene distinguere i ruoli. Il consiglio tributario dovrà essere costituito da soggetti pubblici. Gli organi di indagine devono essere terzi. Combattere l'evasione fiscale, comunque, non è competenza del Comune che non è l'agenzia delle entrate». Il Pdl (a parte Eugenio Pancioli, che ha votato contro) si è astenuto. Disco rosso da parte di Mencarelli. Fanucci ha replicato: «Non faremo gli sceriffi in prima persona, si lavorerà valutando il tenore di vita, i mutui contratti, gli acquisti effettuati. Sul consiglio tributario l'interpretazione maggioritaria ha bocciato la strada dei soggetti pubblici».

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