Nella stessa inchiesta patteggiò il gallerista Riccomi. Almeno 600 quadri spacciati per autentici
Dipinti falsi, tre condanne
Pietro Barghigiani
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La conferenza stampa di carabinieri e Procura per illustrare loperazione Quadro sicuro Pene da un anno e 6 mesi a quattro anni e mezzo
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MONTECATINI. Tre condanne e due assoluzioni dopo una camera di consiglio di un'ora e mezzo. Il processo scaturito dall'inchiesta "Quadro sicuro" su un giro di dipinti falsi venduti per autentici arriva ad un primo giudizio con la sentenza pronunciata ieri pomeriggio in tribunale a Prato. Una sentenza che arriva a sei anni e mezzo dall'arresto di sette persone accusate, a vario titolo, di confezionare e vendere, attraverso case d'aste e programmi dedicati in tv, delle patacche spacciate per vere. I carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze la definirono la più grande truffa dell'arte avvenuta in Toscana. I condannati. Enrico De Leidi, nato a Boscotrecase (Napoli) 59 anni fa e residente a Viareggio, considerato uno dei promotori della truffa, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi (il pm Sergio Affronte ne aveva chiesto cinque e mezzo); Andrea Ballerini, 72 anni, di Firenze, mercante d'arte ed ex presentatore di aste di quadri in televisioni locali, a 3 anni (chiesti 4 anni e 8 mesi); Roberto Lucchesi, 50 anni, nato a Rimini e domiciliato a Borgo a Buggiano, televenditore, un anno e 6 mesi (3 anni e 10 mesi). Assolti. Assolti per non aver commesso il fatto Progresso Manzetti, 71 anni, di Montevarchi, titolare di una società che commercializzava le tele taroccate e per il quale pm aveva chiesto 3 anni e 2 mesi, e Maurizio Giorgi, 61 anni, di Montecatini, il pittore accusato di fabbricare i quadri farlocchi. Per lui erano stati chiesti 4 anni. Parti civili. Il giudice ha riconosciuto anche un risarcimento alle quattro parti civili che si erano costituite demandando al tribunale civile la quantificazione degli importi da liquidare al collezionista Marco Gambetti, di Prato, alla Siae, agli eredi del pittore Ernesto Treccani e al Comitato Treccani, questi ultimi assistiti dall'avvocato Massimo Jasonni che esprime «soddisfazione per l'esito di un'indagine seria e accurata». I patteggiamenti. Era uscito dal processo con un patteggiamento di due anni, Franco Riccomi, di Montecatini, noto gallerista, figlio dell'ex sindaco Lenio, il cui corpo senza vita venne ritrovato nelle acque di fronte a Lerici nel giugno 2009. Prima di lui aveva patteggiato 12 mesi l'ex compagna, Helena Maria Mesonero, spagnola. Secondo l'accusa l'uomo sarebbe stato al vertice di un'organizzazione capace di mettere sul mercato oltre 600 quadri taroccati per un giro di svariati milioni di euro. L'inchiesta. L'operazione "Quadro sicuro" nacque nel marzo 2004 quando la casa d'aste Farsetti di Prato chiese al curatore dell'archivio della Fondazione Manfredi di giudicare un quadro dell'artista portato da un collezionista che vive in città. Il quadro venne ritenuto un falso. Alla richiesta di spiegazioni sull'origine della tela il proprietario fece i nomi di De Leidi e Ballerini. A quel punto partirono le indagini che condussero gli investigatori in un capannone a Novoli dove vennero scoperti centinaia di quadri dipinti da anonimi pittori come copie d'autore. Solo che la firma veniva cancellata per far posto a quelle di Picasso, Fontana, Bueno, De Chirico, Warhol, Schifano, Mirò, Treccani, Festa e Angeli.
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