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Polemica a Pieve sui lavori di ampliamento del cimitero «Si rischia l'emergenza spazio»
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Linterno del cimitero di Pieve a Nievole Interrogazione dell'Udc: interventi finanziati con i loculi Ne sono stati acquistati 30 e se ne dovrebbero vendere 211
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PIEVE A NIEVOLE. La spiegazione arrivata dalla giunta non è evidentemene bastata a rassicurare le opposizioni. Il tema è quello del cimitero di Pieve: la preoccupazione è che la struttura si riveli presto insufficiente a rispondere alle effettive necessità della comunità. È vero che, divisa in tre lotti, è in corso l'opera di ampliamento del camposanto (e come ribadito recentemente dalla giunta). Ma, dall'opposizione, il capogruppo dell'Udc Gino Giulietti fa notare (e sul tema ha presentato anche un'interrogazione) che il meccanismo adottato per finanziare l'opera sembra non stia producendo i risultati sperati. «Vogliamo avere rassicurazioni dal sindaco che non ci troveremo a dover gestire, per l'inumazione delle salme, una situazione di emergenza per la mancanza di loculi e spazi nel cimitero»: così il consigliere Giulietti spiega la sua interrogazione. «Secondo quanto sostenuto dall'amministrazione - riprende l'esponente Udc - le opere di recupero dei loculi del cimitero di via Cosimini "rientrano in un progetto di ristrutturazione delle arcate storiche finanziato con la vendita in vita degli stessi loculi". Mi preme però evidenziare come le richieste presentate per l'acquisto dei loculi, nonostante i termini siano stati prorogati, attualmente non sono più di 30, a fronte delle circa 211 necessarie per garantire la realizzazione dell'opera programmata. Quindi senza soldi introitati difficilmente potranno essere realizzati nuovi loculi, oltre al recupero della parte storica». Per Giulietti poi la parte nuova di via Toselli appare non sufficiente a garantire le necessità future. Da qui la domanda per sapere se «l'amministrazione intende confermare la volontà di non procedere ugualmente al recupero della parte storica del cimitero di via Cosimini e alla realizzazione dei loculi previsti se non si raggiunge il numero di domande necessarie?». Ancor più duro l'intervento del capogruppo Pdl Alessandro Rossi, per il quale, contrariamente alle rassicurazioni arrivate dalla giunta, «la questione è lontana dall'esser risolta». «La "succursale del cimitero" si è rivelata un'opera incompiuta, naturalmente pagata dai cittadini - esordisce Rossi - vogliamo sapere che destino avrà il progetto, perché le fumose affermazioni dell'amministrazione non lo dicono e, soprattutto, non dicono se, come e quando arriverà la completa realizzazione dei lotti rimanenti». «Sul progetto di ristrutturazione delle arcate storiche nella parte monumentale - continua Rossi - facciamo nostri i timori dei pievarini: la manovra di liberare loculi per accogliere nuove salme, e che si vorrebbe camuffare come éscamotage per finanziare il recupero delle arcate, appare una vera e propria operazione di mercato che i pievarini giustamente non vogliono e che noi riteniamo rischiosa dal punto di vista dell'esito finanziario, e inutile perché non risolve il problema della mancanza di tombe. Chiediamo all'amministrazione se sono state fatte verifiche di carattere demografico per comprendere le necessità che i pievarini avranno da oggi a 10 o 20 anni, di spiegarci con quale criterio si sia deciso di perdere altro tempo cercando di recuperare delle tombe nella parte storica, andando incontro a danni irreparabili al cimitero monumentale, che invece andrebbe tutelato».
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