Lei in un letto d'ospedale, un militare alla porta
P.B.
La dottoressa Troiano alle prese con una gravidanza a rischio
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MONTECATINI. Lei a letto al settimo mese di una gravidanza a rischio. Fuori dalla porta un carabiniere a impedirle contatti con l'esterno. Il ciclone proveniente da Firenze con l'operazione "Affare fatto", preso a prestito dal modo con cui il professor Torello Lotti chiudeva le telefonate con i manager delle case farmaceutiche, ha travolto anche la dottoressa Michela Troiano, 30 anni, di Montecatini. Nei suoi confronti è stata emessa una misura di arresti domiciliari eseguiti all'ospedale di Prato dove si trova ricoverata da alcune settimane. La dottoressa Troiano, 30 anni, specializzanda in dermatologia e veneorologia, viene ritenuta il braccio destro di Lotti nel centro Psocare di Firenze, diretto dall'accademico di Pieve a Nievole. Anche lei attende di essere sentita dal gip nell'interrogatorio di garanzia in programma in settimana. È assistita dagli avvocati Claudio Casciani e Maura Banti. Scrive il gip nell'ordinanza di arresto: «Deve anche ritenersi che Michela Troiano abbia consapevolezza dell'illecito corrispettivo richiesto. Il 20 aprile 2009 Torello Lotti, a fronte di un apprezzamento favorevole di Michela Troiano per il farmaco della Schering-Plough («ridendo e scherzando mi sembra un farmaco più efficiente»). Cambia completamente registro quasi a voler riportare il valore del medicinale al corrispettivo promesso. Egli, infatti, dice: "Sì ma loro come si comportano con te?" e sembra voler ricondurre l'attenzione della sua collaboratrice proprio su tale aspetto: "Non ti fare infinocchiare". Torello Lotti è abbastanza chiaro con Michela Troiano sugli impegni che deve rispettare la Schering-Plough: "Se ora questi non performano bene le garanzie bisogna cominciare a ridurre il movimento eh". Michela Troiano è pronta ad eseguire le istruzioni di Torello Lotti. Gli chiede: "Quindi devo parlare con Alessandro" e Torello Lotti risponde: "Devi dire che insomma ci vuole 150.000 euro". Michela Troiano conferma quanto detto dal complice illustrando anche la motivazione della richiesta: «.. perché oramai Raptiva è fuori». Aggiunge il gip: «La collaborazione di Michela Troiano all'attività illecita di Torello Lotti è evidente anche dal colloquio del 21 aprile 2009. In tale occasione la prima comunica al secondo di aver contattato Alessandro Buccianti ("quello dell'infliximab") ma di non essere riuscito ad ottenere quello che voleva. Dopo la risposta di Torello Lotti («non c'è trippa per gatti»), Michela Troiano ricapitola la situazione dicendo: «Allora io a quello che ho capito, loro avrebbero dato una cifra, avrebbero dato la metà, praticamente, di questi 150»).
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