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Né dossi, né autovelox: il consiglio di Pieve stoppa le opposizioni

Luca Signorini
Né dossi, né autovelox: il consiglio di Pieve stoppa le opposizioni

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Niente interventi tampone. Niente dossi. Niente rilevatori elettronici di velocità. Niente passaggi pedonali rialzati. Non trova soluzione, almeno a breve termine, il problema della viabilità sul territorio di Pieve a Nievole. Da via Marconi a via Cantarelle fino a via Empolese. Nel consiglio comunale di giovedì (della durata da stakanovisti di più di sei ore, dalle 15.20 alle 21.50), buona parte della seduta era dedicata ai rischi dovuti alla mancanza di sicurezza sulle strade del comune. Sia il Pdl che l'Udc, con i consiglieri Rossi, Panzi e Giulietti, avevano presentato all'ordine del giorno una serie di mozioni rivolte alla giunta e ai consiglieri di maggioranza in cui chiedevano lumi sulle future opere in progetto per migliorare e rendere più funzionale l'assetto viario del territorio.

Ma, in tutta risposta, il consiglio ha risposto picche, respingendo e bocciando le mozioni sul tavolo del consesso politico pievarino. La motivazione concessa dalla giunta, è pressapoco quella spiegata al comitato di via Marconi, ricevuto qualche settimana fa dal sindaco Alamanni dopo la tragica morte di Elisetta Baroncelli, deceduta a seguito di uno scontro con un'auto. Cioè la realizzazione di uno studio complessivo delle criticità del paese per poi procedere ad un cronoprogramma degli interventi. Immediata la replica dell'opposizione. Così Gino Giulietti, Udc: «Ciò che desta preoccupazione è che sono anni che si parla di uno studio da elaborare in collaborazione con la Provincia, addirittura dal 2007.

Purtroppo di questo studio non vi è traccia mentre si continua a invocare la sua realizzazione». Dello stesso tenore Alessandro Rossi, Pdl: «La giunta Alamanni cerca di convincere la cittadinanza che va tutto bene - dice - noi attendiamo fiduciosi che il consiglio possa discutere democraticamente il piano di studi tanto ventilato e che la minoranza non ha ancora avuto il piacere di visionare». Ora, dopo le soluzioni proposte dal Pdl e la richiesta di «dare corso agli impegni presi con i residenti» partita dall'Udc, si aspettano nuove mosse, non tanto dalla parte politica di opposizione, ma dagli abitanti delle zone più a rischio che, dopo il sit-in di protesta in via Marconi e la riunione con il sindaco, avevano annunciato di non fermarsi per far rispettare i propri diritti.

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