Contributi mensili dal Comune a chi ha perso il lavoro
MONSUMMANO. Per combattere la crisi. Per un sostegno indiretto all'occupazione, al lavoro e alla coesione sociale. Il comune di Monsummano, da oggi fino al 30 settembre prossimo, pubblica un "bando pubblico per l'erogazione dei contributi relativi al fondo straordinario per la disoccupazione". In cassa, già impegnati e stanziati, ci sono 50mila euro, 20mila euro in più rispetto all'anno scorso.
L'obiettivo è venire incontro a quelle famiglie il cui unico membro occupato abbia perso all'improvviso il proprio lavoro e non goda di "paracaduti" specifici, ossia di ammortizzatori sociali (cassa integrazione, indennità di disoccupazione e mobilità). «Queste risorse ci sono e sono impegnate per il sociale - spiega l'assessore al bilancio, Luca Buccellato - qualora i soldi non vengano tutti utilizzati saranno comunque destinati ad altre forme di aiuto per i nuclei familiari in difficoltà».
Il bando è il risultato dell'accordo tra amministrazione comunale e sindacati che si dicono «soddisfatti dell'accoglienza ricevuta e della buona volontà della giunta monsummanese». Tre le tipologie di famiglie che possono richiedere il sussidio: il solo componente occupato di un nucleo familiare che risulti licenziato dal 1º gennaio 2009 e privo di ammortizzatori sociali; il solo componente occupato che abbia esaurito l'indennità di disoccupazione o l'indennità di mobilità derivante anche da licenziamenti antecedenti il 1º gennaio 2009; un nucleo familiare con almeno un figlio a carico composto da coniugi (o conviventi) di cui uno licenziato e privo di ammortizzatori sociali dal primo gennaio 2009 e l'altro o con reddito derivante da ammortizzatori sociali o con reddito non superiore a 10mila annui.
Le prime due casistiche avranno diritto ad un assegno di 362 euro al mese per tre mesi (in tutto 1.086), la terza ad un contributo pari a 170 euro al mese per tre mesi (in tutto 510). «Questa nuova azione per il sociale è una precisa volontà politica - commenta il sindaco, Rinaldo Vanni - due gli aspetti fondamentali: dare evidenza al problema del sociale e dare sostegno al lavoro e alle attività produttive. Da quando ci siamo insediati abbiamo sempre messo al primo posto il problema dell'occupazione, della riduzione dei tempi burocratici e degli incentivi agli investimenti per le aziende.
Qui, quello che preoccupa è la coesione sociale, parliamo di soggetti con reddito zero, le cosiddette fasce grigie, persone adulte che da un momento all'altro perdono il lavoro. E noi troveremo sempre fondi da destinare al sociale nonostante i tagli che arriveranno, 730mila in meno nel 2011 e un milione e 200mila nel 2012».
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