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Vandali in azione e schiamazzi notturni al parco Annigoni
Capita spesso di ricevere proteste contro le varie amministrazioni comunali, accusate di ogni tipo di inadempienza. Proteste spesso giustificate, e talvolta invece condizionate da polemiche di carattere politico.
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PONTE BUGGIANESE. Capita spesso di ricevere proteste contro le varie amministrazioni comunali, accusate di ogni tipo di inadempienza. Proteste spesso giustificate, e talvolta invece condizionate da polemiche di carattere politico. Ma capita anche di trovarsi di fronte a situazioni di degrado dove la colpa non è di un ente pubblico, ma nostra, nel senso di cittadini. Esempi di maleducazione e inciviltà contro i quali poco o nulla si riesce a fare, nonostante tutta la buona volontà.
Esemplare, in questo senso, il caso del parco Annigoni di Ponte Buggianese. Un parco curato, sia dal Comune, sia dagli stessi cittadini. Un lavoro che, però, viene regolarmente frustato dalla stupidità di pochi incivili, che non hanno alcun rispetto né per il decoro, né per la quiete pubblica. «Quel decoro e quiete - come sottolinea una nostra lettrice, Paola Martini - che noi privati cittadini e abitanti la zona adiacente al parco ci siamo guadagnati nel tempo, mantenendo le case in ordine, mantenendo la pulizia dei marciapiedi, aiutandoci reciprocamente col buon senso fra vicini. Tanto da essere considerata la nostra una zona molto tranquilla».
«Anche il giardino e il parco pubblico con giochi per bammbini - prosegue la lettera - è mantenuto dalla pubblica amministrazione, tagliando regolarmente l'erba, curando le piante e così via. Questo dovrebbe servire a far aumentare l'aggregazione tra la gente, tra i nonni, le mamme e i bambini che si ristrovano al parco. Tutto questo ovviamente a spese di noi contribuenti, spesa che unita agli sforzi privati per mantenere tale decoro ci dovrebbero regalare, al rientro a casa da una lunga ed estenuante giornata di lavoro, una pausa ben meritata».
E qui la lettera prosegue con un «ma»: «A causa di incivili la notte il parco è invaso, tra urla, musica alta, cori da stadio e addirittura gente che suona i bongo, per poi ritrovare al mattino il parco sporco di bottiglie (quindi vetri), cartacce e così via». Riuscire ad avere tranquillità diventa impossibile, gli episodi di inciviltà «pur segnalandoli al 113 o alla polizia municipale non diminuiscono, ma aumentano».
E gli esempi di incività segnalati sono tanti, fino ad arrivare al più clamoroso episodio, nel maggio del 2008 di tre auto andate a fuoco in questa zona, mentre i contenitori per i rifiuti sono spesso utilizzati come discariche, per rifiuti altamente inquinanti o pericolosi, come batterie per auto o bombole del gas. Ma l'elenco della maleducazione è lunghissimo: «Il parco non dovrebbe essere utilizzato per le deiezioni dei cani, ma non tutti i padroni osservano l'ordinanza; e spesso l'aria diventa irrespirabile per la mancata osservanza del divieto di accendere fuochi per bruciare erbacce o altro.
Inoltre via Manin a un certo punto gira a destra verso un parcheggio. Sarebbe un senso unico, ma non viene rispettato, troppo spesso». L'ultimo episodio appena due notti fa: da mezzanotte e fin oltre le due, dal parco si levavano urla da stadio e rumori di automobili. Una notte insonne per i residenti, per poi trovare, il mattino dopo, «i giochini dei bimbi transennati con un nastro bianco/rosso e su una panchina, in bella, mostra una sorta di bivacco da homeless».
Esemplare, in questo senso, il caso del parco Annigoni di Ponte Buggianese. Un parco curato, sia dal Comune, sia dagli stessi cittadini. Un lavoro che, però, viene regolarmente frustato dalla stupidità di pochi incivili, che non hanno alcun rispetto né per il decoro, né per la quiete pubblica. «Quel decoro e quiete - come sottolinea una nostra lettrice, Paola Martini - che noi privati cittadini e abitanti la zona adiacente al parco ci siamo guadagnati nel tempo, mantenendo le case in ordine, mantenendo la pulizia dei marciapiedi, aiutandoci reciprocamente col buon senso fra vicini. Tanto da essere considerata la nostra una zona molto tranquilla».
«Anche il giardino e il parco pubblico con giochi per bammbini - prosegue la lettera - è mantenuto dalla pubblica amministrazione, tagliando regolarmente l'erba, curando le piante e così via. Questo dovrebbe servire a far aumentare l'aggregazione tra la gente, tra i nonni, le mamme e i bambini che si ristrovano al parco. Tutto questo ovviamente a spese di noi contribuenti, spesa che unita agli sforzi privati per mantenere tale decoro ci dovrebbero regalare, al rientro a casa da una lunga ed estenuante giornata di lavoro, una pausa ben meritata».
E qui la lettera prosegue con un «ma»: «A causa di incivili la notte il parco è invaso, tra urla, musica alta, cori da stadio e addirittura gente che suona i bongo, per poi ritrovare al mattino il parco sporco di bottiglie (quindi vetri), cartacce e così via». Riuscire ad avere tranquillità diventa impossibile, gli episodi di inciviltà «pur segnalandoli al 113 o alla polizia municipale non diminuiscono, ma aumentano».
E gli esempi di incività segnalati sono tanti, fino ad arrivare al più clamoroso episodio, nel maggio del 2008 di tre auto andate a fuoco in questa zona, mentre i contenitori per i rifiuti sono spesso utilizzati come discariche, per rifiuti altamente inquinanti o pericolosi, come batterie per auto o bombole del gas. Ma l'elenco della maleducazione è lunghissimo: «Il parco non dovrebbe essere utilizzato per le deiezioni dei cani, ma non tutti i padroni osservano l'ordinanza; e spesso l'aria diventa irrespirabile per la mancata osservanza del divieto di accendere fuochi per bruciare erbacce o altro.
Inoltre via Manin a un certo punto gira a destra verso un parcheggio. Sarebbe un senso unico, ma non viene rispettato, troppo spesso». L'ultimo episodio appena due notti fa: da mezzanotte e fin oltre le due, dal parco si levavano urla da stadio e rumori di automobili. Una notte insonne per i residenti, per poi trovare, il mattino dopo, «i giochini dei bimbi transennati con un nastro bianco/rosso e su una panchina, in bella, mostra una sorta di bivacco da homeless».
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