Lidea di realizzarvi una nuova struttura di divertimento dedicata a Pinocchio era stata lanciata dal direttore dellApt
Parco all'ex Tiro a volo? La Fratoni frena
David Meccoli
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Federica Fratoni Per la presidente della Provincia prima bisogna sentire anche la Fondazione Collodi
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MONTECATINI. «Il nuovo Parco di Pinocchio? Qualsiasi decisione dovrà essere condivisa da operatori, amministratori e Fondazione Collodi». Così la presidente della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni, in risposta all'idea lanciata da Giancarlo Melosi. Il direttore dell'Apt aveva proposto l'ex tiro a volo quale «area finora sottoutilizzata, ma che possiede spazi adeguati e notevoli potenzialità e che in futuro potrebbe essere teatro di meeting e momenti espositivi, ma anche la location ideale per uno dei nostri prodotti simbolo: Pinocchio». Da oltre dieci anni si parla di dare nuova vita al parco dedicato al burattino ma i progetti di allargare l'area nell'adiacente terreno del Comune di Capannori (Provincia di Lucca) sono fermi da tempo. Eppure i parchi tematici altrove hanno rappresentato un grande motore di sviluppo per tutto il territorio: si pensi a Gardaland. «Attenzione però - avverte la presidente - perché quel modello di parco ora è in crisi e in Valdinievole servirebbe qualcosa di diverso». Ma gli oltre 7 ettari di terreno dell'ex Tiro a volo non sono passati inosservati neanche a Pistoia. «Qui gli spazi non mancano di certo - dice Fratoni - ma il nome di Pinocchio è legato alla città di Pescia. Pertanto, detto che nella nostra pianificazione rientra anche il Parco, qualsiasi intervento dovrà prima passare dalla concertazione con operatori e amministratori». Le parole del direttore dell'Apt hanno generato più di un sussulto in una situazione di immobilismo che si è creata ormai da tempo attorno al futuro del Parco. «E' vero - dice Fratoni - e Melosi ha cercato di riaprire il dibattito sull'argomento. E c'è tutto l'interesse, anche da parte nostra, di dare una nuova prospettiva alla Valdinievole, visto che il Parco potrebbe rappresentare un modello di sviluppo per l'intero territorio. Ma per quanto riguarda la location devono prima essere verificati i piani territoriali di coordinamento e i vari regolamenti urbanistici e poi coinvolti tutti i soggetti interessati, a partire dalla Fondazione Collodi».
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