Una festa dedicata alla natura
Luca Signorini
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Un artigiano mentre realizza una cesta con le erbe del Padule di Fucecchio Torna a Castelmartini la rassegna delle erbe palustri tra visite nell'oasi naturale, stand e antichi mestieri
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LARCIANO. Una versione certo più circoscritta dei "viaggi nelle steppe" di Marco Polo; non ci saranno accozzaglie di arbusti o paesaggi desolati, ma una vegetazione colma e rigogliosa e una fauna rara, da preservare. Arriva alla settima edizione la Festa delle Erbe Palustri di Castelmartini, dedicata alla riscoperta della riserva naturale delle Morette e delle antiche tecniche di lavorazione artigiana. Mostre, esposizioni, mercatini biologici, tiri alla fune, corsa coi sacchi, animazione per bambini, voli di aquilone. Si tratta di un appuntamento all'insegna della natura e della tutela ambientale, inserito nella giornata europea dei parchi, con l'obiettivo di valorizzare e promuovere (anche in un percorso di educazione) il padule di Fucecchio. Oggi, dalle 9 alle 20, una fitta serie di eventi farà «riscoprire l'area umida come territorio in cui occorre una visione d'insieme per pubblicizzare peculiarità e attività connesse, per far conoscere il mondo che gira intorno al padule», chiosa il sindaco di Larciano, Antonio Pappalardo. Un bus navetta gratuito accompagnerà i visitatori al porto delle Morette («un porticciolo che risale al 1700», spiega il direttore del Centro di Ricerca e documentazione del padule, Enrico Zarri), a disposizione il noleggio gratuito di biciclette e visite alla riserva (con le guide ambientali). E ancora: attività naturalistiche per grandi e piccini, giochi sul prato a cura della lega Uisp, laboratori per bambini "Costruiamo e giochiamo insieme" tenuti dalla cooperativa Giodò. Non mancano gli stand gastronomici allestiti dalla Pro loco, dove gustare anguille, ranocchi e pescatelli e poi pizze, focacce, panini e bomboloni al bar "Le Morette". Ce n'è per tutti i gusti, anche per quelli più ricercati. «Dobbiamo iniziare a vedere il Padule come un unicum, un'area umida che interagisce col territorio», commenta Franco Fambrini, direttore del Consorzio di bonifica del Padule. «La festa è importante per approfondire i temi legati al padule come habitat di pregio - spiega il presidente del Centro di Ricerca Luigi Turini - è un esempio di utilizzo sostenibile dell'area umida intesa come risorsa». Biodiversità, erbe palustri e natura: questi gli elementi da conservare e rivalutare, con un occhio al turismo e all'economia, quella che ha dato i natali alle produzioni odierne (dalle erbe palustri alle scope).
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