Italia
INTERVENTI
Segni di abbandono troppo evidenti nella zona del mercatino della Salute
Cinzia Silvestri
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Mi sono recata al mercatino della Salute dopo un bel po' di tempo. L'aspetto spettrale dei fatiscenti edifici di proprietà termale (fino a quando?) stride accanto allo stabilimento Redi rimesso a nuovo ed agli alberghi già in funzione, provocando una rabbia infinita. Vetri rotti, intonaci cadenti sono il mal comune che colpisce anche le storiche serre. Le bancarelle sono in buona parte gestite da cinesi e al posto di un negozio di abbigliamento c'è un free shop di bevande e merendine, che comunque nulla toglie al fascino dei bar rimasti sulla strada. Faccio acquisti in un banco gestito da generazioni da persone di Montecatini e capisco il legittimo sfogo dei 60 commercianti della zona per i cantieri stradali aperti a stagione iniziata. Almeno il vicino parco divertimenti attira gente, anche se probabilmente l'area termale non aveva bisogno di giochi gonfiabili ma di ben altro. Proseguo notando lo stato tragico e pericolante del porticato delle Bibite Gratuite e ricordo che davanti c'era il minuscolo banco della Corinna, che vendeva solo estratto di bergamotto. Arrivo fino al Viale e noto che il più famoso produttore di cialde ha aperto un altro sporto, finalmente una bottega caratteristica che rispetta il prodotto da vendere, con quelle antiche piastrelline minuscole bianco-verdi del pavimento, sia pure consunte e in alcuni punti sciupate. Mi domando chi comprerà questo fondo, oggi messo in vendita dalle Terme, e spero che le cialde rimangano. Ecco la summa dei mali cittadini e paradossalmente i suoi rimedi. Per un negozio che rivendica con orgoglio unicità e tradizione, ve ne sono dieci squallidamente uguali e senza qualità. Per uno stabilimento termale moderno ed attrezzato, ve ne sono dieci tristemente segnati dall'incuria e dall'abbandono. Inutile dire che ognuno dovrebbe riprendere i propri ruoli e responsabilità e le categorie economiche dovrebbero avere l'umiltà di evitare proclami politici, riscoprendo l'orgoglio di attuare progetti concreti e partecipare quelli in essere.
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