Il Tirreno

Montecatini

Nessun vandalismo o furto di oggetti dentro il locale: i malviventi miravano solo all’incasso delle macchinette del videopoker

Sfruttano l'antico cunicolo per svuotare il bar

Luigi Spinosi
La botola da cui i ladri sono riusciti a entrare
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La botola da cui i ladri sono riusciti a entrare

I ladri entrano alla Tazza d'Oro di piazza Venti Settembre da un tombino che conduce in cantina

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 PESCIA. Hanno sfruttato la storia per mettere a segno il loro colpo gli ignoti ladri che, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno preso di mira il bar "La Tazza d'oro", in piazza Venti Settembre. Un furto a regola d'arte, realizzato senza ricorrere a spaccate o a danneggiamenti. Un colpo quasi "educato", messo a segno sfruttando un antico cunicolo sotterraneo.  I titolari mercoledì mattina, al momento dell'apertura, non hanno notato nulla di insolito: la porta d'ingresso era regolarmente chiusa a chiave, e nella fessura c'era il tagliando della guardia giurata passata per il controllo.  Per entrare, infatti, i ladri non hanno dovuto forzare la porta o, peggio, infrangere la vetrata, ma hanno fatto ricorso, appunto, a una particolarità urbanistica di Pescia. Esiste infatti una vera e propria città sotterranea, fatta di cunicoli e spazi vuoti, spesso risalenti al medioevo. Di quegli spazi, in molti casi, si è persa traccia; altre volte sono stati riutilizzati e trasformati in cantine. Cosa, quest'ultima, avvenuta anche nel caso di molte attività commerciali, dove si era pensato di sfruttare questa particolarità. Attraverso un sistema di tombini si collegavano quei cunicoli sotterranei alla superficie in modo da rendere agevole lo scarico delle merci nelle cantine-deposito. Un sistema ormai non più utilizzato, ma quei tombini esistono ancora. È il caso della Tazza d'oro, dove i ladri non hanno fatto altro che sollevare la botola esterna al locale (nascosta da un tappetino) e da qui introdursi in cantina, da dove poi sono risaliti nel bar.  Per questo, quando i titolari sono arrivati, tutto sembrava normale dall'esterno. Ma tutto è sembrato normale anche nel momento in cui i gestori hanno varcato la soglia. Le bottiglie erano dove le avevano lasciate, non c'erano sedie spostate né altre cose fuori posto. La scoperta che era successo qualcosa i gestori l'hanno fatta solo andando dietro il bancone, quando hanno notato la cassa aperta. Non forzata, semplicemente aperta e svuotata. Solo in quel momento ci si è resi conto che qualcuno, nella notte, aveva fatto visita al locale.  È bastato un rapido controllo per accorgersi che i ladri avevano preso di mira anche i videopoker. E se dalla cassa avevano portato via solo i pochi spiccioli lasciati per i resti, diverso il discorso per quanto riguarda le macchinette. Erano state tutte forzate per portare via l'incasso: difficile stabilire con esattezza l'ammontare del bottino, valutabile comunque nell'ordine di qualche migliaio di euro.  Almeno, però, rispetto ad altri furti notturni avvenuti nelle scorse settimane nei bar della Valdinievole, in questo caso al bilancio non si sono dovute aggiungere le spese delle riparazioni dei danneggiamenti. I ladri, infatti, non solo non hanno portato via altre cose dal locale, ma "grazie" alla botola non hanno spaccato nulla.  Così ai proprietari non è rimasto altro da fare che denunciare il furto e chiudere definitivamente quel passaggio.

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