Il Tirreno

Montecatini

A Torricchio il vicepresidente del Senato Chiti per premiare la proposta di legge elaborata dagli alunni

Una scuola in campo contro il lavoro minorile

Luca Signorini
Da sinistra il sindaco Riccardo Franchi e il senatore Vannino Chiti
◗
Da sinistra il sindaco Riccardo Franchi e il senatore Vannino Chiti

2 MINUTI DI LETTURA





UZZANO. Per una cultura della legalità, per una conoscenza della Costituzione, per una libera e corretta discussione democratica. I 20 bambini della quinta classe della scuola primaria di Torricchio (insieme a quattro insegnanti), si fanno portavoci di un comune senso civico. Parte da futuri cittadini (ed elettori) un percorso che, nelle intenzioni, vorrebbe coinvolgere anche i più grandi, con la carta fondamentale come unico documento in grado di indirizzare e disciplinare i comportamenti. E il progetto che ne viene fuori, dove la Costituzione e la violenza indiscriminata sui bambini sono i temi forti, ha così colpito nel segno che si è meritato un premio a livello nazionale (ritirato in Parlamento lo scorso 30 marzo) e una visita, nella mattinata di ieri, del vicepresidente del Senato Vannino Chiti.  «Ora dovete continuare - ha esordito Chiti - voi avete fatto una cosa che vorrei facessero tutte le scuole d'Italia, non dovete mai dimenticare questa splendida esperienza».  Agli alunni si chiedeva di delineare un proposta di legge intorno al tema "sulla violenza nei confronti dei bambini" (in riferimento ai bambini soldato e alla realtà del lavoro minorile). I ragazzi, in tutta risposta, dopo lunghi dibattiti, sono arrivati alla conclusione di "fare controlli nelle fabbriche contro il lavoro minorile e arrestare chi obbliga i bambini a lavorare". Durante i mesi di studio (da novembre a marzo) molte storie di sfruttamento e povertà sono venute alla luce. Una, in particolare, ha suscitato maggior attenzione. Quella di Iqbal Masih, dodicenne operaio pakistano, simbolo della lotta contro il lavoro infantile. Proprio a Masih è intitolata l'aula che ospita la quinta classe elementare e proprio una sua frase («Non ho paura del mio padrone, ora è lui ad avere paura di me») ha ispirato il lavoro dei ragazzi.  «L'obiettivo fondamentale era quello di riflettere - ha commentato il neosindaco di Uzzano Riccardo Franchi - e i bambini ci sono riusciti al meglio, la nostra piccola comunità deve andarne orgogliosa». Il messaggio finale, "nessuno è straniero nel mondo", unisce altri due valori fondamentali: multiculturalità e fratellanza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani