Il presidio
Proposta di Legambiente sul Colle di Monsummano Alto «Diventi un'area protetta»
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Il colle di Monsummano Alto presenta molte peculiarità geologiche e naturalistiche Questa zona attira molti ricercatori universitari e naturalisti per la sua particolare geologia e per la presenza di specie rare
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MONSUMMANO. Un territorio geologicamente molto particolare e la presenza di orchidee e di rare specie di uccelli fanno del Colle di Monsummano Alto un prezioso tesoro della natura. Un tesoro che meriterebbe di essere tutelato con la creazione di una "Anpil", ossia un'area naturale protetta di interesse locale. Questa la proposta del coordinamento Valdinievole di Legambienta. Proposta contenuta in una lettera aperta indirizzata al sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni, e in cui si sottolineano i vantaggi che, una simile proposta, potrebbe comportare La possibilità di istituire un'area protetta, viene sottolineato da Legambiente, è prevista dalla legge regionale «che consente ai comuni di dotare di un regolamento di gestione aree che meritano di essere gestite con un'attenzione superiore al resto del territorio, ovvero in modo non ordinario, per tutelare la biodiversità e consentirne una corretta fruizione da parte del pubblico». Secondo l'associazione ambientalista questa prospettiva presenterebbe un doppio vantaggio: da un lato (sulla base di esperienze analoghe) «la capacità di attrarre finanziamenti regionali, nazionali e comunitari e di creare reddito e occupazione per i residenti», dall'altro quello di tutelare un territorio particolamente interessante, da un punto di vista geologico, biologico e anche antropologico. «Il rilievo - spiega infatti Legambiete - presenta varie emergenze naturalistiche, riconducibili in buona parte alla diversa natura geologica del terreno e per alcuni versi anche agli ambienti artificiali "rupestri" derivanti dalle passate attività estrattive. Da più di due secoli l'area è oggetto di studi geologici in quanto in essa (e in pochi altri luoghi) affiorano in successione calcari della cosiddetta "serie Toscana" formatisi a partire dal giurassico inferiore (210 milioni di ani fa). Gli affioramenti calcarei hanno determinato l'affermazione di una vegetazione di tipo "mediterraneo azonale" (vale a dire fuori del classico areale di distribuzione), con vari stadi di macchia, piccole plaghe a prateria e a gariga e aree più ampie a lecceta. Sempre dal punto di vista botanico l'area annovera il più elevato contingente di orchidee spontanee della Provincia. Fra le specie animali la presenza più sorprendente è quella del passero solitario, unico sito in tutta la Provincia. Sono inoltre presenti in fase di svernamento due specie montane rare in Toscana: il picchio muraiolo e il sordone». Un patrimonio naturale che ne fanno un'area molto frequentata per attività ricreative e didattiche: da appassionati di orchidee o di birdwatching, studenti universitari (in particolare di geologia e scienze naturali) e amanti del trekking. «A fronte di un così elevato interesse - chiude Legambiente - il grado di protezione del Colle risulta ben al di sotto delle esigenze di conservazione della diversità biologica, e non sono colte le opportunità che potrebbero derivare da una adeguata valorizzazione di ques'area. Le aree protette sono ormai comunemente riconosciute come fondamentali per promuovere il turismo verde che potrebbe perfettamente completare, integrare ed alimentare il turismo termale. Il turismo ambientale è in Europa l'unico in controtendenza, cioè sta continuando ad aumentare, anche del 10% annuo, soprattutto in Italia».
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