Contestata la scelta di votare un atto non discusso precedentemente
Polemica in consiglio comunale L'opposizione lascia l'aula
Luca Signorini
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MONSUMMANO. Alla fine l'opposizione abbandona l'aula. Anzi, per essere più precisi, i consiglieri di minoranza lasciano gli scranni all'inizio, quando non erano stati ancora affrontati i temi caldi del giorno (bilancio di previsione e piano triennale delle opere pubbliche). Il contenzioso tra amministrazione, gruppo Pdl e lista civica "Noi per la gente", è nato attorno a un atto sugli oneri di urbanizzazione e il prezzo di cessione dei fabbricati (documento che, secondo prassi, viene allegato al bilancio previsionale). Per il 2010, il Comune ha previsto una revisione completa degli oneri con alcuni benefici (il 55% di abbattimento) per chi costruisce in bioedilizia e con un occhio alle energie rinnovabili e un contributo per la costruzione di immobili. Fin qui, commenta l'opposizione «nulla di strano, anzi provvedimento giusto», ma c'è dell'altro. Il documento in questione riporta una nuova modulazione tariffaria e «come atto da approvare in consiglio con ricadute sulla collettività, doveva prima transitare in sede di commissione urbanistica per l'approvazione e nell'eventualità di modifiche». «Il piano degli oneri - hanno attaccato il capogruppo Pdl, Giovanna Perone e di "Noi per la gente", Sergio Miglianti - è stato presentato in commissione come un'informativa, una mera comunicazione. In consiglio invece doveva essere votato perché riguardava una disciplina delle tariffe e come tale era formalmente da votare anche in commissione». La maggioranza si è appellata a un aspetto tecnico-giuridico: «Gli oneri non sono tariffe ma spese - ha detto l'assessore Andrea Mariotti - e secondo regolamento consiliare il parere della commissione non è né obbligatorio né vincolante». Su questo l'opposizione ha lamentato «un'interpretazione restrittiva del regolamento che invece dovrebbe essere compreso in senso estensivo per dare modo a noi rappresentanti eletti di dare un giudizio». I gruppi di minoranza avevano anche chiesto un rinvio del consiglio. Aula abbandonata e alla fine il bilancio e il piano delle opere non sono stati votati, proprio per permettere alla minoranza di esprimersi in seconda convocazione, fissata per ieri sera.
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