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TRUFFE

La truffa del gasolio in Valdinievoletocca anche vigili e commissariato

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Un controllo della Guardia di Finanza sull’erogatore di un’autocisterna
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Un controllo della Guardia di Finanza sull’erogatore di un’autocisterna

È un elenco sterminato che a leggerlo si perde la vista. Basta, però, spulciare bene e saltano fuori quattro parti lese della Valdinievole in un maxi-processo in cui sono imputate 39 persone con l'accusa di aver messo nelle caldaie meno gasolio rispetto a quanto incassato dai clienti

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MONTECATINI. È un elenco sterminato che a leggerlo si perde la vista.
Basta, però, spulciare bene e saltano fuori quattro parti lese della Valdinievole in un maxi-processo in cui sono imputate 39 persone con l'accusa di aver messo nelle caldaie meno gasolio rispetto a quanto incassato dai clienti, tutte pubbliche amministrazioni.
L'avviso legale apparso ieri su un'intera pagina di "Repubblica" contiene anche le storie di presunte truffe subìte in zona da parte di enti locali. In tutta Italia sono 1027 i soggetti finiti nell'inchiesta come parti lese per aver pagato più di quanto ottenuto a livello di fornitura di combustibile.
A Montecatini figura il Comune nel ruolo di truffato e, nella fattispecie, vengono indicati come utilizzatori del servizio di riscaldamento ridotto la polizia municipale, la scuola media Chini e quella elementare Fucini.
Sempre le caldaie dei vigili urbani, stavolta di Chiesina Uzzanese, tra quelle che avrebbero ricevuto meno gasolio di quanto l'amministrazione aveva pagato alle società vincitrici della gara bandita a livello nazionale dalla Consip. Oltre alla polizia municipale c'è anche la scuola materna con il combustibile limitato.
Si passa poi al Comune di Lamporecchio finito nella lista delle parti offese per via della scuola materna di San Baronto rifornita, secondo l'accusa, al di sotto della fatturazione saldata.
Ma non solo le amministrazioni locali hanno avuto a che fare con gli imputati per frode in pubbliche forniture e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Anche il commissariato di Pescia si è ritrovato nella girandola delle "creste" sul gasolio che, secondo gli inquirenti, si aggirerebbe sui 13 milioni di euro.
Nell'ottobre 2008 in tribunale a Monsummano furono inflitte due condanne a 1 anno e 8 mesi per tentata truffa e frode in forniture pubbliche ai danni del Comune di Massa Cozzile a carico di Americo Lilli, 56 anni e Italo Alfonso Marziale, 46 anni.
La Finanza scoprì che in due distinte forniture scolastiche anziché depositare 8.500 litri di gasolio, i due imputati ne avevano lasciati appena 5mila.
La difesa dei condannati tirò in ballo la volatilità del gasolio come causa della minore quantità accertata al momento di verificarne la consistenza nelle scuole.
Pietro Barghigiani

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