Il presidio
BUGGIANO
Banco alimentare: sui criteri d'accessosi rischiano troppe umiliazioni
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Il consigliere Luca LottiInterrogazione di Luca Lotti, capogruppo di Gente Comune, sui criteri di accesso al banco alimentare di Buggiano. «Considerando - scrive Lotti - che la Pubblica Assistenza, insieme al Comune, ha istituito il banco alimentare per aiutare le famiglie bisognose
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BUGGIANO. Interrogazione di Luca Lotti, capogruppo di Gente Comune, sui criteri di accesso al banco alimentare di Buggiano.
«Considerando - scrive Lotti - che la Pubblica Assistenza, insieme al Comune, ha istituito il banco alimentare per aiutare le famiglie bisognose, e considerando che a una famiglia che si è presentata al banco è stato detto di rivolgersi ai servizi sociali Asl, poiché tocca ai servizi sociali stabilire gli aventi diritto, si chiede perché, per accedere al banco alimentare, le persone devono rivolgersi ai servizi sociali Asl? Perché devono essere i servizi sociali a decidere a chi dare gli alimenti, offerti in parte anche dai cittadini? Quante volte e a quante persone un povero deve dire che è povero?».
Da qui la richiesta al sindaco «di organizzare il banco alimentare con la Pubblica Assistenza in modo che i cittadini bisognosi possano accedervi direttamente, senza passare dai servizi sociali a denunciare il loro stato di bisogno. Meglio rischiare di dare qualcosa a chi non ne ha veramente bisogno che tenere lontano famiglie che si sono trovate improvvisamente in difficoltà, e non si presentano al banco alimentare perché non vogliono raccontare fatti personali, più volte e a più persone. Non si deve chiedere la denuncia dei redditi a chi chiede da mangiare».
«Considerando - scrive Lotti - che la Pubblica Assistenza, insieme al Comune, ha istituito il banco alimentare per aiutare le famiglie bisognose, e considerando che a una famiglia che si è presentata al banco è stato detto di rivolgersi ai servizi sociali Asl, poiché tocca ai servizi sociali stabilire gli aventi diritto, si chiede perché, per accedere al banco alimentare, le persone devono rivolgersi ai servizi sociali Asl? Perché devono essere i servizi sociali a decidere a chi dare gli alimenti, offerti in parte anche dai cittadini? Quante volte e a quante persone un povero deve dire che è povero?».
Da qui la richiesta al sindaco «di organizzare il banco alimentare con la Pubblica Assistenza in modo che i cittadini bisognosi possano accedervi direttamente, senza passare dai servizi sociali a denunciare il loro stato di bisogno. Meglio rischiare di dare qualcosa a chi non ne ha veramente bisogno che tenere lontano famiglie che si sono trovate improvvisamente in difficoltà, e non si presentano al banco alimentare perché non vogliono raccontare fatti personali, più volte e a più persone. Non si deve chiedere la denuncia dei redditi a chi chiede da mangiare».
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