Il presidio
TERME
Da ieri via al cantiereper la futura piscina delle Leopoldine
David Meccoli
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La trivella che sta perforando il terreno per il pozzoObiettivo rilancio (ma il rumore delle ruspe può attendere) con un occhio alla Pasqua (del 2012). Sono iniziati ufficialmente ieri i lavori che porteranno alla realizzazione della piscina termale e del nuovo centro benessere alle Leopoldine
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MONTECATINI. Obiettivo rilancio (ma il rumore delle ruspe può attendere) con un occhio alla Pasqua (del 2012). Sono iniziati ufficialmente ieri i lavori che porteranno alla realizzazione della piscina termale e del nuovo centro benessere alle Leopoldine. Gli operai della Cooperativa muratori sterratori e affini (società che guida l'associazione temporanea d'impresa che si è aggiudicata la gara) si concentreranno in una prima fase su interventi all'edificio e, poi, sulla piscina.
Il lungo countdown (diciotto mesi) che porterà la città in una nuova fase della sua storia termale è iniziato con l'arrivo, ieri, di un responsabile di cantiere. «L'impresa - conferma l'ingegnere Gino Lenzi, tecnico delle Terme - ha preso possesso dell'area».
E' un'associazione temporanea d'impresa con capogruppo la Cmsa e mandanti Siram Spa e Piacenti Srl (società specializzate rispettivamente in opere edili, impianti tecnologici e opere di restauro) a realizzare i lavori di ristrutturazione e riqualificazione delle Leopoldine. Si tratta degli interventi progettati dall'architetto Fuksas (e in particolare la grande piscina termale) per la rivalorizzazione dello stabilimento costruito nel 1775 per volere del Granduca Leopoldo. La base d'asta era di oltre 16 milioni di euro.
Inizialmente, come detto, la Cmsa si concentrerà sull'edificio che prospetta viale Verdi. «Gli interventi - dice il presidente della cooperativa, Paolo Conti - partiranno a brevissimo termine. Stiamo già organizzando il cantiere e tutti i lavori propedeutici alla sua effettiva apertura».
«La Cmsa - spiega Lenzi - effettuerà all'inizio del suo intervento sondaggi del terreno, smantellamento dei vecchi impianti, demolizioni e sottofondazioni dell'edificio. Per i lavori che porteranno alla realizzazione della piscina dovremo invece aspettare ancora qualche mese, quando le opere interne all'immobile saranno già arrivate a buon punto e il piazzale potrà diventare la vera e propria area di cantiere. Ma i tempi di consegna saranno comunque rispettati».
L'area interna dello stabilimento è ancora parzialmente occupata dai macchinari della Sanminiatese Pozzi, che da alcune settimane sta eseguendo trivellazioni per captare nuove sorgenti di acqua termale.
«La captazione dei pozzi - spiega Gino Lenzi - procede a pieno ritmo e la perforazione del terreno è arrivata a 27 metri di profondità. Si comincia ora a vedere l'acqua a temperatura e con una certa pressione. Contiamo di arrivare fino a 60 metri procedendo con progressive gettate di cemento e attendendo che faccia presa prima di proseguire con una nuova trivellazione. Questo intervento si è reso necessario in quanto il pozzo esistente è vecchio di cinquant'anni e l'acqua delle Leopoldine è particolarmente forte e aggressiva. Visto il complesso che stiamo andando a realizzare servivano pertanto uno o due nuovi pozzi in grado di garantire l'approvvigionamento idrico. Dopodiché quello vecchio sarà, come si dice in gergo tecnico, tombato».
Il lungo countdown (diciotto mesi) che porterà la città in una nuova fase della sua storia termale è iniziato con l'arrivo, ieri, di un responsabile di cantiere. «L'impresa - conferma l'ingegnere Gino Lenzi, tecnico delle Terme - ha preso possesso dell'area».
E' un'associazione temporanea d'impresa con capogruppo la Cmsa e mandanti Siram Spa e Piacenti Srl (società specializzate rispettivamente in opere edili, impianti tecnologici e opere di restauro) a realizzare i lavori di ristrutturazione e riqualificazione delle Leopoldine. Si tratta degli interventi progettati dall'architetto Fuksas (e in particolare la grande piscina termale) per la rivalorizzazione dello stabilimento costruito nel 1775 per volere del Granduca Leopoldo. La base d'asta era di oltre 16 milioni di euro.
Inizialmente, come detto, la Cmsa si concentrerà sull'edificio che prospetta viale Verdi. «Gli interventi - dice il presidente della cooperativa, Paolo Conti - partiranno a brevissimo termine. Stiamo già organizzando il cantiere e tutti i lavori propedeutici alla sua effettiva apertura».
«La Cmsa - spiega Lenzi - effettuerà all'inizio del suo intervento sondaggi del terreno, smantellamento dei vecchi impianti, demolizioni e sottofondazioni dell'edificio. Per i lavori che porteranno alla realizzazione della piscina dovremo invece aspettare ancora qualche mese, quando le opere interne all'immobile saranno già arrivate a buon punto e il piazzale potrà diventare la vera e propria area di cantiere. Ma i tempi di consegna saranno comunque rispettati».
L'area interna dello stabilimento è ancora parzialmente occupata dai macchinari della Sanminiatese Pozzi, che da alcune settimane sta eseguendo trivellazioni per captare nuove sorgenti di acqua termale.
«La captazione dei pozzi - spiega Gino Lenzi - procede a pieno ritmo e la perforazione del terreno è arrivata a 27 metri di profondità. Si comincia ora a vedere l'acqua a temperatura e con una certa pressione. Contiamo di arrivare fino a 60 metri procedendo con progressive gettate di cemento e attendendo che faccia presa prima di proseguire con una nuova trivellazione. Questo intervento si è reso necessario in quanto il pozzo esistente è vecchio di cinquant'anni e l'acqua delle Leopoldine è particolarmente forte e aggressiva. Visto il complesso che stiamo andando a realizzare servivano pertanto uno o due nuovi pozzi in grado di garantire l'approvvigionamento idrico. Dopodiché quello vecchio sarà, come si dice in gergo tecnico, tombato».
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