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di Francesca Maltagliati
Vigilantes dell'ambientecontro vandali e sporcizia nei parchi della città
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In primo piano una siringa conficcata nel terreno del giardino dietro le scuole SimonettiIl loro fine è quello di preservare il patrimonio ambientale e culturale del territorio collaborando con le istituzioni. Per raggiungerlo vengono assegnati loro compiti di vigilanza e controllo, ma hanno anche il dovere di segnalare eventuali infrazioni alle autorità e la possibilità di proporre azioni mirate alla diffusione di una cultura dell'ambiente
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PESCIA. Il loro fine è quello di preservare il patrimonio ambientale e culturale del territorio collaborando con le istituzioni. Per raggiungerlo vengono assegnati loro compiti di vigilanza e controllo, ma hanno anche il dovere di segnalare eventuali infrazioni alle autorità e la possibilità di proporre azioni mirate alla diffusione di una cultura dell'ambiente.
Chi sono. Si tratta dei Gav, gruppi volontari ambientali, figure istituite con legge regionale e gestiti dalla Provincia attraverso il corpo di polizia provinciale. Alcuni Comuni, come Pistoia e Quarrata, hanno deciso di dotarsi di tale strumento e, grazie a delle convenzioni stipulate con la Provincia, gestiscono direttamente questi volontari attraverso il corpo della polizia municipale.
L'ipotesi. Oggi questa possibilità si presenta anche per il Comune di Pescia. Proprio ieri mattina l'assessore all'ambiente, al verde pubblico e all'arredo urbano, Roberto Franchini si è recato in Provincia per parlare della questione. Afferma: «C'è la possibilità che da settembre parta una sperimentazione con un gruppo di volontari all'interno del nostro territorio». La proposta è ancora in fieri ma questo primo incontro evidenzia la volontà da parte dell'amministrazione di controllare e salvaguardare soprattutto, ma non solo, il patrimonio ambientale della città. Le guardie potrebbero essere utilizzate per vigilare, soprattutto in orari critici, come quelli serali, in alcuni luoghi "a rischio".
Aree abbandonate. In particolare vi sono delle aree verdi dove la sporcizia e l'incuria fanno da padrone. Ieri mattina nel giardino situato dietro le scuole Simonetti per terra c'era di tutto: siringhe, bottiglie di birra, bicchieri di plastica, mozziconi, pacchetti di sigarette, fazzoletti e cartacce. Non gode di maggior salute il parco che si trova dietro l'ufficio sanitario, vicino alla Porta Fiorentina, luogo abbandonato a se stesso con erbacce ovunque e senza un'adeguata illuminazione, circostanza che favorisce pellegrinaggi notturni non proprio raccomandabili. Ma sono anche altre le zone che forse richiederebbero una maggiore attenzione, come il lungo fiume, meta quotidiana soprattutto di pensionati che in questa stagione calda riescono a trovarvi un po' di fresco, luogo che però spesso diviene vittima dell'inciviltà di coloro che buttano a terra rifiuti di ogni genere.
No ronde. «Questi gruppi di volontari non hanno niente a che fare con le ronde - precisa Franchini - ma si tratta di persone a cui solo dopo un periodo di formazione, un esame e comunque sempre sotto la supervisione della polizia, viene affidato il compito di controllare il territorio. Inoltre anche se la loro possibilità di intervento diretto è piuttosto limitata, con la sola presenza, possono dissuadere i comportamenti scorretti».
Chi sono. Si tratta dei Gav, gruppi volontari ambientali, figure istituite con legge regionale e gestiti dalla Provincia attraverso il corpo di polizia provinciale. Alcuni Comuni, come Pistoia e Quarrata, hanno deciso di dotarsi di tale strumento e, grazie a delle convenzioni stipulate con la Provincia, gestiscono direttamente questi volontari attraverso il corpo della polizia municipale.
L'ipotesi. Oggi questa possibilità si presenta anche per il Comune di Pescia. Proprio ieri mattina l'assessore all'ambiente, al verde pubblico e all'arredo urbano, Roberto Franchini si è recato in Provincia per parlare della questione. Afferma: «C'è la possibilità che da settembre parta una sperimentazione con un gruppo di volontari all'interno del nostro territorio». La proposta è ancora in fieri ma questo primo incontro evidenzia la volontà da parte dell'amministrazione di controllare e salvaguardare soprattutto, ma non solo, il patrimonio ambientale della città. Le guardie potrebbero essere utilizzate per vigilare, soprattutto in orari critici, come quelli serali, in alcuni luoghi "a rischio".
Aree abbandonate. In particolare vi sono delle aree verdi dove la sporcizia e l'incuria fanno da padrone. Ieri mattina nel giardino situato dietro le scuole Simonetti per terra c'era di tutto: siringhe, bottiglie di birra, bicchieri di plastica, mozziconi, pacchetti di sigarette, fazzoletti e cartacce. Non gode di maggior salute il parco che si trova dietro l'ufficio sanitario, vicino alla Porta Fiorentina, luogo abbandonato a se stesso con erbacce ovunque e senza un'adeguata illuminazione, circostanza che favorisce pellegrinaggi notturni non proprio raccomandabili. Ma sono anche altre le zone che forse richiederebbero una maggiore attenzione, come il lungo fiume, meta quotidiana soprattutto di pensionati che in questa stagione calda riescono a trovarvi un po' di fresco, luogo che però spesso diviene vittima dell'inciviltà di coloro che buttano a terra rifiuti di ogni genere.
No ronde. «Questi gruppi di volontari non hanno niente a che fare con le ronde - precisa Franchini - ma si tratta di persone a cui solo dopo un periodo di formazione, un esame e comunque sempre sotto la supervisione della polizia, viene affidato il compito di controllare il territorio. Inoltre anche se la loro possibilità di intervento diretto è piuttosto limitata, con la sola presenza, possono dissuadere i comportamenti scorretti».
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