Il presidio
montecatini
Grande esperto d'arteLa passione della vita
◗
Franco RiccomiMolto conosciuto in città, era rimasto segnato dai guai giudiziari. Separato da anni, aveva due figli
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MONTECATINI. La notizia della morte di Franco Riccomi ha viaggiato come un fulmine in città, già pochi minuti dopo che l'uomo trovato cadavere nel mare di Lerici era stato identificato. Una morte sulla cui causa ogni ipotesi resta aperta, e se anche gli inquirenti al momento sembrano escluderlo, a Montecatini c'è il sospetto che possa essersi trattato di una fine voluta. Conosciutissimo in città, Franco Riccomi era appena passato da un dura vicenda giudiziaria che aveva lasciato il segno sul suo spirito.
Una vicenda che aveva trasformato quest'uomo, incupendone un carattere altrimenti sempre allegro e gioviale. Nel marzo 2004 fu coinvolto nell'operazione "Quadro sicuro", che portò all'arresto di sette persone, tra cui lo stesso Riccomi e la sua compagna di allora, la spagnola Helena Maria Mesonero. L'accusa era quella di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione e alla commercializzazione di opere d'arte contraffatte, un'azione che avrebbe portato a vendere a privati, gallerie e case d'aste centinaia di quadri di autori importanti, ma falsi. Da quella brutta storia Riccomi (come già aveva fatto la sua ex compagna) era uscito lo scorso ottobre con un patteggiamento a 2 anni e 2 mesi. Ma quanto era accaduto l'aveva toccato profondamente, provocando in lui stati di depressione.
L'arte nella vita di Franco Riccomi, figlio dell'ex storico sindaco di Montecatini Lenio, ha sempre avuto un ruolo centrale. Era considerato uno dei massimi esperti italiano di arte contemporanea. «È sempre stato avanti; è capitato che segnalasse un artista e che questi, dopo anni, diventasse una celebrità», dice di lui il suo amico Bruno Ialuna, che si era ispirato proprio a Riccomi per la figura dell'esperto d'arte nel suo libro "La donna di Mirò". Di questa sua passione aveva fatto un mestiere, gestendo diverse gallerie (tra cui una in corso Roma, per il cui fallimento, nel '98, aveva patteggiato).
Sposato con Manuela, dalla quale aveva avuto due figli (Benedetta e Alessio), era separato da molto. Nel suo passato anche un'esperienza sportiva, nei primi anni Ottanta, come vicepresidente della squadra di basket della Panapesca, negli anni della promozione dalla C alla B. Dopo aver vissuto un po' a Buggiano da qualche tempo era tornato a vivere in via Toti a Montecatini.
Una vicenda che aveva trasformato quest'uomo, incupendone un carattere altrimenti sempre allegro e gioviale. Nel marzo 2004 fu coinvolto nell'operazione "Quadro sicuro", che portò all'arresto di sette persone, tra cui lo stesso Riccomi e la sua compagna di allora, la spagnola Helena Maria Mesonero. L'accusa era quella di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione e alla commercializzazione di opere d'arte contraffatte, un'azione che avrebbe portato a vendere a privati, gallerie e case d'aste centinaia di quadri di autori importanti, ma falsi. Da quella brutta storia Riccomi (come già aveva fatto la sua ex compagna) era uscito lo scorso ottobre con un patteggiamento a 2 anni e 2 mesi. Ma quanto era accaduto l'aveva toccato profondamente, provocando in lui stati di depressione.
L'arte nella vita di Franco Riccomi, figlio dell'ex storico sindaco di Montecatini Lenio, ha sempre avuto un ruolo centrale. Era considerato uno dei massimi esperti italiano di arte contemporanea. «È sempre stato avanti; è capitato che segnalasse un artista e che questi, dopo anni, diventasse una celebrità», dice di lui il suo amico Bruno Ialuna, che si era ispirato proprio a Riccomi per la figura dell'esperto d'arte nel suo libro "La donna di Mirò". Di questa sua passione aveva fatto un mestiere, gestendo diverse gallerie (tra cui una in corso Roma, per il cui fallimento, nel '98, aveva patteggiato).
Sposato con Manuela, dalla quale aveva avuto due figli (Benedetta e Alessio), era separato da molto. Nel suo passato anche un'esperienza sportiva, nei primi anni Ottanta, come vicepresidente della squadra di basket della Panapesca, negli anni della promozione dalla C alla B. Dopo aver vissuto un po' a Buggiano da qualche tempo era tornato a vivere in via Toti a Montecatini.
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