Il Tirreno

Montecatini

Pieri rinuncia alla presidenza la patata bollente a Bechini

«Troppi impegni» Così l'assessore motiva il suo no

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MONTECATINI. Presidente della Montecatini Parcheggi? No, grazie. Firmato: Valentino Pieri. L'assessore resta assessore e declina l'invito a occuparsi della società più chiacchierata e più criticata della città. La risposta ufficiale, destinatario il sindaco Ettore Severi, è arrivata in municipio ieri mattina e sul foglio era evidenziata la frase "non disponibile".
 «Troppi impegni e tutti onerosi: non ce l'avrei fatta a gestire anche questo incarico», commenta Pieri. Oltre alla carica di assessore al traffico e all'ambiente, Pieri è anche presidente del credito Cooperativo della Valdinievole e dell'Assicoper (dello stesso gruppo bancario), oltre che imprenditore. E poi, con tutte le polemiche sorte negli ultimi tempi (vedi le multe a cottimo imposte ai vigilini), quella di presidente della Mp è oggi una patata bollente. «Al di là del fatto che sia una poltrona scomoda - dice ancora Pieri - ho rinunciato perché non si trattava di un incarico di facciata, ma in realtà impegnativo e che richiede molto tempo a disposizione che io, viste anche le numerose cariche, non ho».
 La soluzione. Poltrona scomoda che però potrebbe presto trovare una copertura. La scacchiera politica cittadina vede ora il presidente del consiglio comunale, Rossano Bechini (Forza Italia), quale probabile presidente della Montecatini Parcheggi, sostituito sullo scranno consiliare dall'attuale vicepresidente Rino Alberti (An). «Bechini presidente? E' una scelta politica e può darsi che vada bene», dice Pieri.
 Yes, I can. «Mi è già stata chiesta - conferma Bechini - la disponibilità da parte del sindaco e delle parti politiche a diventare presidente della Mp. Io mi sono reso disponibile a un lavoro già iniziato nel gennaio 2005 (quando era membro del Cda, ndr) e conclusosi nel giugno 2006 quando sono entrato in consiglio comunale. Ora attendo gli eventi e in particolare un atto formale come il decreto di nomina da parte del sindaco. Dopo potrò consultarmi con il nuovo Cda e valutare gli obiettivi da raggiungere».
 Arriva Baldascino. Riassumendo, l'iter dovrebbe essere questo: il sindaco fa un decreto di nomina a presidente per Rossano Bechini; se questi accetta, si liberano due posti: quello di consigliere comunale (vista l'incompatibilità delle due cariche) verrebbe preso dal primo dei non eletti della lista Udc-Forza Italia (di area azzurra), Michele Baldascino; la carica di presidente del consiglio comunale toccherebbe invece a Rino Alberti, ma sarà comunque il consiglio a decidere sulla nomina. Di Mp si parlerà poi nel prossimo consiglio comunale, che stamattina dovrebbe essere convocato dalla conferenza dei capigruppo per il 17 giugno.
 Testamento morale. Che Pieri abbia rifiutato a causa dei suoi molteplici impegni (come afferma sopra), o per la consapevolezza della gravità della sfida che lo avrebbe atteso, è difficile dirlo. Certo è che il "testamento morale" lasciato dal presidente uscente, Enrico Cortesi, non può lasciare a cuor leggero chi assume il suo incarico. E non tanto per la situazione finanziaria dell'azienda, che Cortesi rivendica come un successo della sua amministrazione. A questo proposito è interessante, infatti, apprendere le sue dichiarazioni nel verbale dell'assemblea del maggio scorso, di cui ha preso visione ieri mattina la commissione bilancio del consiglio comunale. In quella sede si dovevano analizzare proprio i conti delle società partecipate (Montecatini parcheggi e Terme).
 Mission impossible. Sui conti, Cortesi a maggio ricordava che molti amministratori pubblici erano scettici sulla capacità dell'impresa di autofinanziarsi. E questo a causa dei paletti fissati dal contratto di servizio, sbilanciato in termini di oneri e di risorse che la Mp avrebbe dovuto generare dal punto di vista di canoni di concessione e imposte locali. E l'ex presidente sottolinea che invece al terzo anno la società ha raggiunto il livello di sostentamento necessario per raggiungere i due obiettivi imposti: la gestione dei parcheggi e la riqualificazione dell'ex Lazzi.
 Parcheggi. Per la prima questione l'ex presidente rivendica un lavoro «che il Comune non avrebbe mai potuto compiere»; e parla di svolta epocale paragonabile solo al varo del regolamento urbanistico «che il Comune non è ancora stato in grado di adottare». Senza tacere che la società ha garantito circa il triplo dei flussi finanziari nelle casse comunali rispetto a quando la gestione dei parcheggi era affidata alla polizia municipale.
 Ex Lazzi, Critiche all'amministrazione arrivano da Cortesi anche per quanto riguarda la vicenda dell'ex stazione dei pullman. Ricorda che, dopo alterne vicende, la Mp aveva chiesto mutamenti nel regolamento urbanistico, attendendone ansiosamente l'approvazione che però non è mai arrivata. Dopo un anno dunque la società ha ridimensionato il progetto. E qui viene l'affondo: «Quando sento parlare di ritardi nel progetto, non capisco che tipo di responsabilità possa avere la Mp, se non quella di essersi fidata delle forze di maggioranza».
 Le acquisizioni. L'ultima parte delle sue comunicazioni il presidente la riserva ai nuovi compiti assegnati dal Comune: cartolarizzazione di immobili pubblici, assegnazione di altri servizi, acquisizione di altri siti dove costruire parcheggi e di parcheggi già esistenti, acquisizione di quote di società pubbliche. Ed ecco cosa ne pensa: «A mio avviso tali operazioni non sono condivisibili e sarebbero dannose per la Mp se realizzate». E questo per problemi di legittimità e per il fatto che tali operazioni «avrebbero sostanzialmente compromesso il valore del capitale economico della società, contravvenendo a specifiche normative imposte dalle autorità di vigilanza sugli enti pubblici».
 Criticità. E dunque «starà al prossimo Cda - concludeva Cortesi - decidere se portare avanti queste operazioni. Da parte mia non posso che segnalarne la criticità e la pericolosità in termini di capacità delle stesse di influenzare negativamente il proseguimento degli obiettivi statutari, da perseguire con convinzione».
 Conclusione. Ed ecco che, al di là degli accordi già intercorsi dalle forze di maggioranza di un cambio della guardia al vertice della Mp (un aennino al posto di un forzista), probabilmente erano anche altri i motivi per cui si è deciso di sostituire Cortesi. Salvo poi ribaltare il tutto, accordi politici compresi, con il "niet" di Pieri. Con Bechini che accetterà la sfida, ritenuta pericolosa dal suo predecessore, la presidenza resterà infatti a Forza Italia. Aprendo al contempo un'altra trattativa a proposito di un altro "posto di comando" da assegnare ad Allenza nazionale. Scatole cinesi.

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