BASKET
Gli ultrà sospendono il derby Montecatini-Pistoia
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foto NucciLa pagina più brutta nella storia della pallacanestro montecatinese. Il derby con la Carmatic Pistoia finisce per motivi di ordine pubblico (sul 43-57) a un minuto dalla fine del terzo quarto, quando una pioggia di oggetti (valanghe di carta igienica, bottiglie piene d'acqua, aste di bandiere) costringe gli arbitri ad avviarsi negli spogliatoi. Andrea Niccolai, offeso e coperto dai fischi della curva, ha provato a spiegare che "la partita deve finire e questa invece è una vergogna". I tifosi della curva lo hanno contestato, quelli di Pistoia applaudito.
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«Abbiamo toccato il fondo». C'è tanta tristezza nelle parole di Gabriele Niccolai, ma ieri sera, purtroppo, non è stato l'unico a uscire dal palazzetto con questa convinzione in testa. Come lui molti altri tifosi, di entrambe le parti, hanno dovuto alzare bandiera bianca davanti al delirio di pochi esaltati che hanno deciso di ergersi a protagonisti di una sfida che invece andava giocata fino in fondo.Il derby di basket di Lega2, spettacolo stupendo e momento magico per la Valdinievole e per Pistoia, è durato solo venti minuti.
Dopo è iniziato un vergognoso teatrino del tifo organizzato termale che ha provocato la sospensione della partita. Trovare le parole per raccontare una serata come quella di ieri non è facile e anche Gabriele Niccolai è spiazzato dagli incomprensibili eventi.
«Quello che è successo si commenta da solo, era una partita che andava giocata - spiega Niccolai junior - eravamo sotto di dodici ma mancava ancora un quarto, così non c'è sportività e nemmeno lealtà». La voce di impedire la fine del match in caso di sconfitta circolava sui forum e nei discorsi da bar già da inizio settimana, ma si è pensato a una bufala come tante ne girano, invece era tutto vero.
«Quello che hanno fatto i tifosi penso che fosse una cosa premeditata, non hanno voluto ascoltare i nostri appelli» aggiunge Gabriele.
E dire che ci hanno provato in diversi a fermare il lancio di carta igienica. Prima Gabriele che in mezzo al campo ha chiesto a gran voce di finirla lì senza però riuscire a convincere i piccoli rivoluzionari della curva ovest. Anche il pubblico degli altri settori, stanco di quello spettacolo vergognoso ha iniziato a farsi sentire, prendendosela con gli ultras, prima di indossare i cappotti e andarsene con tanta amarezza nel cuore.
L'ultimo disperato tentativo prima che la situazione degenerasse definitivamente lo ha fatto Andrea Niccolai, che ha preso il microfono dello speaker del palazzetto provando a far ragionare la curva impazzita: «Montecatini è una città sportiva - ha detto - se sono più forti è giusto che vincano, ma comunque dobbiamo giocarla».
Parole al vento, visto che per tutta risposta si è beccato gli insulti e i fischi della curva.
Così la gara è stata sospesa e, colmo dei colmi, la serata si è chiusa con gli ultras di Montecatini a riversare rabbia e frustrazione sui propri giocatori appellandoli con male parole e il popolo pistoiese, accorso numerosissimo al Palamadigan, ad applaudire Rogers e gli altri termali dedicando anche al capitano rossoblù il coro "Niccolai, uno di noi".
Durante il deflusso del pubblico, i lanciatori di carta igienica non hanno trovato niente di meglio che finire la serata insultando e inveendo contro i genitori dei fratelli Niccolai e contro le compagne dei due giocatori più rappresentativi dell'Agricola Gloria. Gli occhi di capitan Niccolai quando arriva in sala stampa a palazzetto ormai deserto sono tristi e sconsolati, raccontano la delusione di un campione che ha visto finire nel peggiore dei modi un progetto in cui ha messo tutta la sua passione e l'amore per questi colori.
«Credo che Montecatini sia una città che ha sempre dimostrato grande correttezza - sottolinea il capitano dell'Agricola - in 25 anni di carriera ho sempre cercato di portare alto il nome di Montecatini sia in Italia che in Europa. Facciamo tutti una brutta figura, davanti al mondo dello sport e davanti ai cittadini, anche tutta la squadra è molto amareggiata per quanto successo, c'è grande delusione dentro i nostri cuori. Questo derby per me rappresenta uno dei peggiori giorni della mia carriera». C'è modo e modo di vivere una sconfitta e una retrocessione. Quello che hanno scelto una cinquantina di facinorosi è il più penoso e ignobile di tutti. «Finire una partita così non è sport, abbiamo iniziato la gara con la carica e l'adrenalina giusta, poi è emersa la maggior classe e caratura tecnica, non sapremo mai come sarebbe andata a finire, ho visto partite rivoltate in soli cinque minuti» conclude Andrea.
Dopo è iniziato un vergognoso teatrino del tifo organizzato termale che ha provocato la sospensione della partita. Trovare le parole per raccontare una serata come quella di ieri non è facile e anche Gabriele Niccolai è spiazzato dagli incomprensibili eventi.
«Quello che è successo si commenta da solo, era una partita che andava giocata - spiega Niccolai junior - eravamo sotto di dodici ma mancava ancora un quarto, così non c'è sportività e nemmeno lealtà». La voce di impedire la fine del match in caso di sconfitta circolava sui forum e nei discorsi da bar già da inizio settimana, ma si è pensato a una bufala come tante ne girano, invece era tutto vero.
«Quello che hanno fatto i tifosi penso che fosse una cosa premeditata, non hanno voluto ascoltare i nostri appelli» aggiunge Gabriele.
E dire che ci hanno provato in diversi a fermare il lancio di carta igienica. Prima Gabriele che in mezzo al campo ha chiesto a gran voce di finirla lì senza però riuscire a convincere i piccoli rivoluzionari della curva ovest. Anche il pubblico degli altri settori, stanco di quello spettacolo vergognoso ha iniziato a farsi sentire, prendendosela con gli ultras, prima di indossare i cappotti e andarsene con tanta amarezza nel cuore.
L'ultimo disperato tentativo prima che la situazione degenerasse definitivamente lo ha fatto Andrea Niccolai, che ha preso il microfono dello speaker del palazzetto provando a far ragionare la curva impazzita: «Montecatini è una città sportiva - ha detto - se sono più forti è giusto che vincano, ma comunque dobbiamo giocarla».
Parole al vento, visto che per tutta risposta si è beccato gli insulti e i fischi della curva.
Così la gara è stata sospesa e, colmo dei colmi, la serata si è chiusa con gli ultras di Montecatini a riversare rabbia e frustrazione sui propri giocatori appellandoli con male parole e il popolo pistoiese, accorso numerosissimo al Palamadigan, ad applaudire Rogers e gli altri termali dedicando anche al capitano rossoblù il coro "Niccolai, uno di noi".
Durante il deflusso del pubblico, i lanciatori di carta igienica non hanno trovato niente di meglio che finire la serata insultando e inveendo contro i genitori dei fratelli Niccolai e contro le compagne dei due giocatori più rappresentativi dell'Agricola Gloria. Gli occhi di capitan Niccolai quando arriva in sala stampa a palazzetto ormai deserto sono tristi e sconsolati, raccontano la delusione di un campione che ha visto finire nel peggiore dei modi un progetto in cui ha messo tutta la sua passione e l'amore per questi colori.
«Credo che Montecatini sia una città che ha sempre dimostrato grande correttezza - sottolinea il capitano dell'Agricola - in 25 anni di carriera ho sempre cercato di portare alto il nome di Montecatini sia in Italia che in Europa. Facciamo tutti una brutta figura, davanti al mondo dello sport e davanti ai cittadini, anche tutta la squadra è molto amareggiata per quanto successo, c'è grande delusione dentro i nostri cuori. Questo derby per me rappresenta uno dei peggiori giorni della mia carriera». C'è modo e modo di vivere una sconfitta e una retrocessione. Quello che hanno scelto una cinquantina di facinorosi è il più penoso e ignobile di tutti. «Finire una partita così non è sport, abbiamo iniziato la gara con la carica e l'adrenalina giusta, poi è emersa la maggior classe e caratura tecnica, non sapremo mai come sarebbe andata a finire, ho visto partite rivoltate in soli cinque minuti» conclude Andrea.
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