Il Tirreno

Montecatini

Intascano le pensioni dei parenti morti

Intascano le pensioni dei parenti morti

Operazione dei Carabinieri: 12 persone denunciate per truffa e falso

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Mese dopo mese, aveva continuato a presentarsi allo sportello dell’ufficio postale per ritirare la pensione della mamma morta ormai da quasi cinque anni. Tra diritto di accompagnamento e pensione sociale, un vero e proprio stipendio in più quello che l’uomo - pistoiese - riusciva a mettersi in tasca ogni volta. Una truffa, la sua, che, complessivamente, gli ha fruttato circa 43.000 euro. Soldi che però, adesso, dovrà restituire fino all’ultimo centesimo, dopo che i carabinieri del Nucleo informativo di Pistoia lo hanno scoperto, denunciandolo, al termine dell’Operazione Previdenza, insieme ad altri 11 cittadini della nostra provincia che avevano messo in piedi lo stesso giochetto ai danni dell’Inps. Nel corso della meticolosa indagine - una delle prime in Italia portate avanti in tale settore - i militari del Nucleo informativo del reparto operativo di Pistoia, hanno passato al vaglio da ottobre ad oggi ben 18.000 pratiche d’invalidità, incrociandole con l’elenco dei decessi avvenuti dal 1990 ad oggi in tutti i comuni della provincia. Ed è così che sono riusciti a far recuperare all’erario più di 155.000 euro indebitamente elargiti.

Le 12 persone finite nella loro rete sono state denunciate per truffa aggravata ai danni dello Stato e, quasi tutte, anche per il reato di falso ideologico (quelle che, non avendo l’accredito diretto della pensione sul conto corrente, andavano di persona all’ufficio postale per ritirare il denaro, firmando ogni volta l’autocertificazione in cui attestavano falsamente che il parente beneficiario era ancora in vita). I risultati dell’indagine, coordinata dal procuratore capo Renzo Dell’Anno, sono stati illustrati ieri mattina dal capitano Salvatore Pignatelli e dal luogotenente Giovanni Caruso. Preziosa è stata la collaborazione fornita loro dall’Inps e dalle varie amministrazioni comunali, che hanno messo a disposizione tutta la documentazione necessaria alle verifiche. Tra le 18.000 pratiche relative a invalidi civili al 100% (destinatari di pensioni di invalidità o sociali e, spesso, anche dell’accompagnamento) 4240 riguardavano Pistoia, 752 Montecatini, 640 Agliana, 720 Monsummano, 450 Montale, 1000 Quarrata e 544 Serravalle. A Pistoia è stato individuato un solo truffatore che, però, come detto, aveva continuato a percepire la pensione della mamma morta per quasi cinque anni.

A Montale 4 i casi individuati, uno dei quali relativo a un figlio che aveva intascato per circa tre anni la pensione del genitore morto, per un totale di 35.000 euro. Gli altri casi, a Quarrata (3), Ponte Buggianese (2) Monsummano (1) e Massa e Cozzile (1). In totale, la somma truffata all’Inps è stata di 98.000 mila euro, 47.000 dei quali prelevati agli uffici postali e 51.000 riscossi tramite accredito su libretti postali o conti correnti bancari. Oltre a questi 98.000 euro, i carabinieri hanno permesso all’Inps di recuperarne altri 57.000: nonostante la morte del beneficiario, il denaro (a causa di errori di comunicazione degli avvenuti decessi da parte dei Comuni di residenza) ha continuato ad essere accreditato su libretti e conti (alcune decine in tutto). In questi casi, non è scattata alcuna denuncia perché per nessun erede ha mai prelevato i soldi. Nei prossimi mesi, è probabile che l’indagine venga estesa per verificare se tutti coloro che percepiscono le pensioni di invalidità sono in possesso dei requisiti necessari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani