Contro l'ictus niente fumo e prevenzione a tavola
Gian Ugo Berti
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Ogni ora una persona in Toscana è mediamente colpita da ictus cerebrale, vuoi per una trombosi, vuoi per un'embolia. Si tratta di situazioni improvvise e critiche, dove alta è la percentuale dei decessi e delle infermità permanenti. La frequenza della malattia aumenta progressivamente con l'età. La prevenzione ha un'importanza notevole e riguarda soprattutto gli stili di vita: evitare il fumo e gli eccessi alimentari, prediligendo una nutrizione equilibrata, controllare valori come la pressione arteriosa (ne soffre il 20% della popolazione) e il diabete (cinque per cento, di cui un decimo insulino-dipendente). Alla base di tale situazione, la principale causa è la fibrillazione atriale, il più diffuso dei disturbi del ritmo, quando cioè il cuore aumenta ad elevati livelli la frequenza dei battiti. Ne soffre una persona su quattro al di sopra dei 40 anni d'età. Sul piano delle cure, novità vengono dal congresso della Società Europea di Cardiologia a Parigi. Secondo quanto pubblicato sul New England Journal of Medicine concreti risultati si stanno ottenendo da uno studio ancora in corso (Aristotele) circa i vantaggi di una nuova molecola, l'apixaban, nella profilassi dell'ictus e dell'embolia vascolare.
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