In un convegno in San Michele celebrata con una biografia lopera del clavicembalista
Musica, Pasquini fu un anticipatore di Bach
Elisa Maltagliati
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A sinistra Antonio Giulio Perugini con il consigliere Carlo Pellegrini 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA COZZILE. Nei locali del Museo di San Michele di Massa alla presenza di un numerosissimo pubblico e di varie autorità la Lista Civica Progetto Rilancio del Comune di Massa Cozzile, composta da Franco Nardini e Carlo Pellegrini, ha voluto celebrare il 300º anniversario della morte dell'insigne musicista massese Bernardo Pasquini(1637-1710) con la pubblicazione di un prezioso libro dal titolo "Bernardo Pasquini nel tricentenario della morte" (Ed. Giuseppe Pontari pagg. 64). L'opera realizzata dal maestro Anton Giulio Perugini, musicista, compositore, per oltre 30 anni dipendente Rai, è stata resa possibile grazie al contributo della Cooperativa Muratori Sterratori e Affini di Montecatini e della ditta Macolive di Massa Cozzile. Ha condutto la celebrazione Franco Nardini, mentre la presentazione del volume è stata affidata all'autore coadiuvato dalla "cronachista" Diletta Piromalli di Borgo a Buggiano. È intervenuto anche Carlo Pellegrini che ha collaborato alla stesura del volume. La prefazione, scritta da Franco Nardini che illustra, tra l'altro, anche il contesto socio politico dell'epoca, è seguita da una nota introduttiva di don Dino Menichetti, musicista geniale che onora questa pubblicazione e invita ad apprendere il valore di quella particolare forma di arte che è la musica di tre secoli fa quale presupposto allo sviluppo artistico dell'epoca moderna. Dopo l'introduzione di Carlo Pellegrini sull'infanzia di Bernardo Pasquini, l'autore ha iniziato la sua opera dalla vita dell'insigne clavicembalista ed in particolare dal suo trasferimento a Roma nel 1650 dove, a soli 13 anni, ha modo di completare gli studi di latino e di lettere, ma soprattutto dove ha la possibilità di continuare gli studi di musica con maestri di alto livello come Loreto Vittori e Marc'Antonio Cesti. Esalta inoltre il genio del musicista e compositore anche attraverso una attenta analisi delle sue creazioni, spiegate in un linguaggio chiaro, comprensibile anche ad un pubblico di non musicisti. L'opera testimonia non soltanto la vita e le creazioni del celebre cittadino massese, ma anche l'importanza che la sua musica insieme a quella degli altri autori del '600, rivestì in quanto elemento di transizione tra il periodo barocco, di cui appunto questa musica era piena espressione, ed una nuova età, che come scrive Perugini, «aprirà le porte alla musica di Vivaldi, all'opera buffa napoletana e si realizzerà compiutamente in Germania con le composizioni di Bach». A Bernardo Pasquini ed alle sue composizioni per clavicembalo, il merito di avere reso per la prima volta la musica strumentale elemento del tutto autonomo, arte indipendente e nobile e libera da doveri morali, educativi e religiosi. Conclude la pubblicazione un altro interessante contributo di Carlo Pellegrini, appassionato ed esperto di storia del suo paese, dedicato alle iniziative di questo Comune che tra l'altro, nel 1892, in ricordo del grande concittadino a lui intitolò la via ove sorge la casa natale.
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