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Trenta dipinti di Dany Vescovi a Palazzo Ducale
La mostra, dal titolo "Campo sensibile", cContinua fino al 4 ottobre. L'ingresso è libero
MASSA. Continua fino al 4 ottobre la mostra di Dany Vescovi dal titolo "Campo sensibile", a Palazzo Ducale a Massa. Una mostra visibile ad ingresso libero, dal giovedì alla domenica dalle ore 16.30 alle 19.30. La mostra di Dany Vescovi, talentuoso artista nato nel 1969 che vive e lavora a Milano, comprende 30 dipinti (alcuni di grandi dimensioni, 2 x3 m) realizzati negli ultimi anni che ripercorrono la ricerca pittorica dell'artista, partendo da soggetti rubati alla natura, in particolare fiori, compie una complessa opera di "vivisezione" dell'immagine per arrivare all'essenza dell'opera pittorica composta da colore e luce.
Un lavoro di indagine personale cresciuto secondo la moltiplicazione di una fantasia che può dirsi tecnologica e oggettiva. Le immagini più complesse intrecciano la consuetudine visiva dei fiori ad impreviste zone di pausa, figurando spazi nuovi come scartati e resi vacanti nell'urgenza di una sorta di interruzione comunicativa dove Vescovi combina pittura figurativa e astrattismo geometrico con precisione fotografica, in composizioni dal forte dinamismo. L'immagine floreale sembra scomporsi e poi ricomporsi all'infinito nelle partizioni verticali del dipinto, come fotogrammi in sequenza rapida. Immagini figurative in forme e volumi astratti e frammentati per arrivare a quello che è l'essenza della pittura, luce e colore. Dopo la mostra di Vescovi il ciclo di mostre a Palazzo Ducale prevede fino al marzo 2017 altre tre importanti esposizioni: la mostra delle sculture iperrealiste, realizzate in ceramica e maiolica di Bertozzi & Casoni ( 8 ottobre - 6 novembre) che utilizzano gli oggetti di uso comune, usati e poi abbandonati dall'uomo con i quali la natura interagisce facendoli diventare propri. La terza mostra in programma sarà quella Marco Cornini ( 10 dicembre - 8 gennaio 2017), artista apparentemente di scuola classica ( anche lui usa un materiale antico come la terracotta), rappresenta la bellezza del corpo femminile sempre più solo e quasi abbandonato a se stesso. Infine la collettiva "L'arte e la croce" ( 15 gennaio - 19 febbraio 2017) dove viene affrontato il tema dell'anima, della spiritualità, dove ogni artista con la sua propria religiosità, affronta il tema più antico e mai risolto dall'uomo , il "divino". Tra gli artisti opere di Sandro Chia, Mimmo Paladino, Nicola De Maria, Marco Montesano, Romano Cancogni.
«Sono mostre che seguono tutte uno stesso filo conduttore - ha spiegato il curatore Daniele Lucchesi - spiazzare lo spettatore, condurlo "Oltre l'immagine". infatti si parte dall'aforisma usato da Paul Klee, "l'arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è", e questa frase sintetizza bene il senso di questi ciclo di mostre».
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