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Caos Massese, i giocatori dicono no al nuovo ds Ciccone

di Alessandro Tabarrani
Caos Massese, i giocatori dicono no al nuovo ds Ciccone

Il patron Gerini li convoca, duro confronto

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La Massese piomba nel caos. In casa bianconera quella di ieri è stata una giornata che definire tormentata è eufemistico giacché caratterizzata da continui colpi di scena arrivati di ora in ora. Partiamo col dire che sembrava tutto fatto per l’arrivo del direttore sportivo Michele Ciccone, notizia anticipata dal Tirreno e confermata dallo stesso presidente Antonio Gerini che, al contempo, aveva colto l’occasione per smentire seccamente ulteriori voci circa una sua presunta volontà di mollare. «Non c’è nessun disimpegno da parte mia - aveva spiegato il patron zebrato -, semplicemente è stata presa la decisione di colmare questa posizione che avevo lasciato vacante e che avevo detto che a dicembre avrei sistemato. Si era creato un po’ di allarmismo, ma non c’è stato nessun terremoto, è semplicemente arrivato un direttore sportivo e io, oltre a non mollare, non mando via nessuno».

Poi erano emersi nuovi rumors che sussurravano le dimissioni del direttore tecnico Paolo Fusco, voci che, tuttavia, non avevano trovato alcun riscontro perché le dimissioni semplicemente non c’erano. Il bello però doveva ancora arrivare. Nel pomeriggio infatti, Ciccone avrebbe dovuto incontrare la squadra che, come svelato dallo stesso ds, aveva però manifestato delle perplessità circa il suo ingresso in società; una presa di posizione che ha fatto saltare il banco con lo stesso Ciccone che si è definitivamente defilato. «Il mio arrivo alla Massese è sfumato perché i giocatori hanno mostrato tutte le loro perplessità, credendo che si sarebbe destabilizzato l’ambiente e che ci sarebbero stati dei cambiamenti ma questo non è vero - ha spiegato Ciccone -. Io ero venuto con le migliori intenzioni, con l’intenzione di vincere. Ero stato chiamato da una persona straordinaria come il presidente Gerini a cui, a questo punto, ho detto di fare chiarezza con i suoi giocatori. Chiaramente, con questa presa di posizione dei giocatori ho fatto un passo indietro per non mettere in difficoltà il presidente. Peccato perché avevo già cominciato a lavorare parlando con mister Moriani, con Eritreo che conosco da anni; insomma, c’era un piano da qua a fine anno per vincere e poi programmare l’anno prossimo.

A Massa, nonostante la categoria, venivo volentieri anche per un fatto logistico visto che abito a Viareggio; comunque, ripeto, non avrei destabilizzato niente, ci mancherebbe, niente sarebbe stato toccato, ma queste cose non mi è stata data la possibilità di comunicarle. Nel calcio ci vuole serietà, rispetto e lavoro, sono nell’ambiente da trent’anni e certo non posso stare in un clima del genere». Insomma, un colpo di scena dietro l’altro che, ovviamente, non è piaciuto al presidente Gerini tanto che nel tardo pomeriggio c’è stata una riunione con i giocatori sino a tarda sera, un faccia a faccia durato diverse ore . A questo punto non è escluso che possano essere presi dei provvedimenti come coda a questa storia; saranno decisive le prossime ore, considerando pure che domani chiude il calcio mercato.

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