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Carrarese, il bilancio è quello di un anno di transizione
La società ha cambiato strategia, puntando a una programmazione di medio e lungo termine incentrata sulla valorizzazione di nuove leve e del vivaio
Luca Santoni
carrara. Un anno di transizione. Così verrà ricordato il 2021 nella storia della Carrarese. Quelli appena andati in archivio sono stati dodici mesi non facili per la società di piazza Vittorio Veneto. Un periodo diviso tra un ciclo storico che si è andato a chiudere, quello di Silvio Baldini, ed un altro che punta dritto verso il futuro, rappresentato dalla figura di Antonio Di Natale. Sono queste le due grandi icone del 2021 targato Carrarese. Per raccontare l'anno solare, bisogna inevitabilmente ripartire dalla seconda parte della stagione 2020-21. Iniziata con tanti sogni di gloria, ma concretizzatasi poi con una lunga fila di sconfitte e delusioni sul campo. Proprio una serie di cinque ko consecutivi, culminata col 3-0 in casa dell'Albinoleffe, portava lo scorso 10 aprile alle dimissioni di Silvio Baldini. «Non c'è molto da dire – scriveva il tecnico nella sua lettera di addio - siamo alla quinta sconfitta consecutiva e la situazione non è assolutamente svoltata dopo che ho rassegnato le mie dimissioni poi respinte. I nostri risultati non sono cambiati e ora, a 3 giornate dal termine, non c'è altra soluzione che quella di farmi da parte. Non avrei mai pensato di uscire di scena in questo modo, ma il mio sentimento verso la Carrarese mi porta a questa decisione definitiva e inevitabile».
Una situazione dolorosa per la società, che il giorno dopo, l'11 aprile, affidava la direzione della panchina azzurra ad Antonio Di Natale: grandissimo ex attaccante della Nazionale, dell'Empoli e dell'Udinese, ma ancora tutto da scoprire come allenatore. Con a disposizione solo tre partite Totò centrava l'obbiettivo salvezza, vincendo il derby con la Lucchese (3-1), seguito poi dalla sconfitta in casa della Juventus U23 (1-0) e dal pareggio con la Pro Vercelli (0-0). La nuova stagione 2021-22 ha portato grandi cambiamenti nella rosa, profondamente ringiovanita.
La società ha cambiato strategia, puntando ad una programmazione di medio lungo termine, incentrata sulla valorizzazione di nuove leve. Rimane nel bilancio la breve parentesi del direttore sportivo Vincenzo Minguzzi, terminata il 14 settembre con la rescissione del contratto. «Sopraggiunti motivi personali impediscono, mio malgrado, la prosecuzione della mia esperienza in azzurro», ha scritto l'ex ds. Il vero colpo a sorpresa, però, è stato rappresentato dalla decisione della proprietà di affidarsi a Nelso Ricci.
Tutti i tifosi ricorderanno il traumatico addio del 2012 con destinazione Spezia. L'avventura tra l'Ammiraglio e la Carrarese sembrava terminata lì. «Quando lunedì sera mi hanno chiamato, ho accettato subito. Ho dormito appena un'oretta per la contentezza», aveva raccontato al nostro giornale lo stesso Nelso Ricci, che proprio nei prossimi giorni avrà l'occasione di mettersi attivamente all'opera col calciomercato di riparazione per migliorare una rosa, che Nelso ha sposato, ma che comunque non è la sua. Ci sarà da trovare il sostituto di capitan Andrea Luci (tornato al Livorno per stare vicino alla famiglia), e da risolvere una volta per tutte il caso Saveriano Infantino, punta formidabile rimasta però ai margini del progetto.
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