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Il personaggio 

Per mister Silvio Baldini un mental coach che parla carrarese

Luca Santoni

Nicola Colonnata è nello staff dell’ex tecnico marmifero nella sua nuova avventura sulla panchina del Palermo 

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Luca Santoni

Carrara. Un mental coach di Carrara per far volare il Palermo. Nella sua nuova avventura in rosanero Silvio Baldini ha portato con sé lo staff che aveva alla Carrarese. Non solo il vice Mauro Nardini e il preparatore dei portieri Stefano Pardini, ma anche il mental coach Nicola Colonnata che ha collaborato per tre anni con la società di piazza Vittorio Veneto. Il compito di Colonnata sarà quello di lavorare sulla testa dei giocatori e far esprimere il massimo delle potenzialità al Palermo sia in casa che in trasferta. «Con mister Baldini ci conosciamo bene. Ho lavorato per lui e per far sì che i suoi giocatori potessero scendere in campo al meglio delle loro condizioni. Adesso sono chiamato al Palermo, per poterlo supportare in questa parte. Sarò là il 2 gennaio per la presentazione ufficiale. Incontrerò i giocatori e a quel punto potrò capire da loro come aiutarli», commenta Nicola Colonnata, che nella sua professione è riuscito a unire la figura di maestro di arti marziali orientali con quella del mental coach occidentale. «Sono maestro di arti marziali e da 22 anni insegno Wing Tsun Kung Fu che ho imparato dai migliori maestri al mondo. Sono andato ad allenarmi direttamente a Hong Kong. A Marina di Carrara ha sede la mia Accademia Nazionale di Arti Marziali di cui fanno parte altre quattro accademie e cinque scuole in Italia. Inoltre ho seguito scuole in America di Mental Coaching. Ho creato una società di formazione che si chiama “Mentoring Resources” con sede anche lei a Marina di Carrara. Negli ultimi anni i corsi tenuti in giro per l’Italia hanno registrato la partecipazione di vari atleti e tanti imprenditori, interessati a migliorare le loro performance. L’aspetto mentale fa la differenza in tutto e il compito del mental coach è quello di togliere le interferenze, i blocchi e le paure che impediscono alle persone di esprimere il massimo delle loro potenzialità. In Italia quella del mental coach è una figura ancora poco conosciuta, un po’ come anni fa lo era quella del preparatore atletico. Oggi però tutte le squadre hanno un preparatore atletico e sono certo che fra qualche anno ogni società avrà il suo mental coach». Una figura valida non solo per il calcio, ma per qualsiasi sport. Infatti Colonnata racconta: «Ho seguito una campionessa del mondo come la schermitrice Martina Batini (medaglia di bronzo nel fioretto a squadre a Tokyo, ndr). Per arrivare alle Olimpiadi si è allenata per qualche mese con me e le ho impostato il lavoro. È arrivata a Tokyo e penso di aver dato il mio contributo per la realizzazione del suo sogno. Il mental coach – continua – tira fuori il vero potenziale di una persona. Non c’è nessuna magia, ma tanto lavoro e soprattutto lo sportivo deve crederci. Tanti pensano che rivolgersi al mental coach sia come ammettere di avere un problema, ma in realtà i più grandi campioni e anche lo stesso presidente degli Stati Uniti d’America, hanno un mental coach, che non è altro che un “facilitatore di risultati”, colui che ti aiuta a essere lucido e al meglio di se stessi».

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