Il presidio
“Il cucchiaio” e la “tana del lupo” Quell’ultima vittoria 21 anni fa
Carrarese-Cesena raccontata da Cristiano Masitto, ex bomber di entrambe «Sarà un bella gara. Il calcio di oggi? È cambiato, comandano i procuratori...»
Luca Santoni
Carrara. «Carrarese-Cesena? Sarà una gara divertente, bella da vedere, dove si affronteranno due squadre che giocano al calcio. Mi auguro che il Cesena cada nella “Tana del lupo”, come veniva chiamata Carrara un tempo». A parlare è Cristiano Masitto, autentica gloria del passato e doppio ex della sfida di domenica. Giocatore iconico di una generazione, Masitto tra gli anni ’90 e i 2000 calcò centinaia di campi, giocando per una miriade di squadre. L’amore per la maglia azzurra, che indossò nella stagione 2000-2001 con tanto di fascia di capitano, proprio nella sua città, è rimasto immutato. «Ovviamente quando sono lontano tifo sempre Carrarese. Quei colori mi sono rimasti nel cuore. Io a Carrara sono cresciuto e ho amici lì». L’ex attaccante, che oggi veste i panni di allenatore del Campodarsego, quinto in classifica in Serie D, racconta il precedente del 10 dicembre 2000, quando gli azzurri di mister Discepoli batterono i romagnoli per 2-1 in rimonta. Al vantaggio bianconero di Rizzitelli (25’), nella ripresa replicarono Masitto su rigore (83’) e Salvi a tempo scaduto (92’). «Mi ricordo bene quella partita. Segnai dal dischetto con uno scavino, poi andò a rete Salvi all’ultimo minuto. Vivere quella partita per me fu emozionante, perché qualche anno prima avevo giocato proprio con il Cesena (dal 1997 al 1999, ndr), vincendo il campionato per la promozione in Serie B. Ritrovarmi contro quella maglia e Rizzitelli fu emozionante. Noi giocammo una grande partita. Stavamo attraversando un buon momento. Fu una grande emozione e una grande Carrarese. Vivere quelle partite, significava vedere lo stadio pieno». Lei vive di pallone ancora oggi, quindi può fare un paragone. Com’è cambiato il calcio rispetto a quell’epoca, chiediamo. «È cambiato totalmente: le metodologie di lavoro, le mentalità dei giocatori, le regole. Siamo tutti al passo. Oggi si gioca un calcio più intenso e veloce, a volte con meno qualità. I procuratori spesso e volentieri comandano e decidono il calcio. È cambiato tutto e noi dobbiamo essere bravi ad arrivare ugualmente ai risultati. Il nostro calcio era fatto maggiormente di personalità, perché i calciatori arrivavano da percorsi di crescita importanti. Non c’erano regole sui giovani. Non ti regalava niente nessuno e di conseguenza, se andavi in campo, significava che eri pronto. Oggi spesso mandano in campo ragazzi, che non meriterebbero la categoria, ma che, grazie alle regole, hanno una chance. Questo va a discapito della qualità». Quest’anno la Carrarese ha intrapreso un rinnovamento importante rispetto al passato, ringiovanendo parecchio la rosa. Si punta a creare un nuovo ciclo. «Di Natale ha fatto un buon lavoro da quando è subentrato la scorsa stagione», commenta Masitto. «Si sta dimostrando all’altezza. Avrà sicuramente bisogno di migliorare, ma lavorare sui giovani non è mai sbagliato. In questa categoria c’è bisogno del giusto mix, quindi giovani con giocatori d’esperienza, ma non troppo, perché bisogna correre. In Serie C bisogna correre tanto e chi non lo fa paga, anche se si tratta di una squadra forte con nomi importanti. Mi fa piacere che la Carrarese abbia questa linea. Quando poi troverà l’equilibrio tra investimenti e squadra, allora diventerà molto competitiva in avanti, senza aver speso soldoni. È importante programmare per arrivare a quei livelli».
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