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Le quattro reti, la porta inviolata e il gruppo Carrarese, ecco da dove ripartire verso il derby

Luca Santoni
Le quattro reti, la porta inviolata e il gruppo Carrarese, ecco da dove ripartire verso il derby

In una gara segnati più gol che nelle ultime tre; decisivi i rientri di Rota e Marino per la difesa. Ora i numeri sono confortanti

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Luca Santoni

Carrara. La Carrarese inizia la nuova settimana con il sorriso. Non potrebbe essere diversamente dopo il pirotecnico 4-0 di domenica scorsa. Contro il Teramo gli azzurri hanno finalmente ritrovato una vittoria che mancava da oltre un mese, più precisamente dall’1-0 inflitto alla Pistoiese il 16 ottobre scorso. Dopo gli arancioni, erano seguite sei giornate di astinenza. A posteriori, il poker contro i biancorossi abruzzesi dà anche un diverso peso specifico ai pareggi contro Ancona e Vis Pesaro.

Innanzitutto adesso la Carrarese può vantare una serie di tre risultati utili consecutivi, dopo le brutte sconfitte contro Modena e Olbia. Risale nettamente anche il bilancio tra gol fatti e subiti. La Carrarese ha smesso di essere la peggior difesa del girone. Ancora più importante è la tendenza positiva che sta caratterizzando la squadra. Domenica Luci e compagni hanno mantenuto la porta inviolata per la seconda volta consecutiva. Nelle ultime tre gare, quindi in 270 e più minuti di gioco, la Carrarese ha subito una sola rete (contro l’Ancona), per giunta non su azione, ma con un calcio di rigore. Insomma, la fase difensiva sembra finalmente cresciuta in efficacia. Probabilmente in questo hanno influito i rientri di due pedine importanti ed esperte come Rota e Marino. Tuttavia, oltre ai singoli, il merito in questi casi va attribuito a tutto il collettivo. Lo hanno sottolineato sia mister Antonio Di Natale che lo stesso Rota nella conferenza post partita dopo la vittoria contro il Teramo. Lo staff tecnico apuano e i giocatori nelle ultime settimane hanno compreso quali fossero i problemi da risolvere, lavorando di conseguenza. Il merito di questa inversione di tendenza è di tutti: dagli attaccanti, ai centrocampisti, fino ai difensori. L’altra chiave della vittoria, poi, è sicuramente l’attacco, tornato a produrre e a concretizzare tanto. Contro il Teramo la Carrarese ha segnato più gol (quattro), rispetto a quelli realizzati nelle sei precedenti partite (tre). Anche in questo caso è doveroso partire dai singoli. Se dietro Rota e Marino hanno girato alla perfezione, in avanti a fare la differenza è stato D’Auria. Il fantasista era rimasto ai margini nelle ultime settimane, ma domenica ha finalmente dimostrato quanto possa essere determinante. L’ex Siena è un giocatore in grado di decidere, anche da solo, certe partite: un concetto che si tende a dimenticare, e forse è lo stesso giocatore a doverselo ricordare più spesso. Il numero dieci ha messo lo zampino sui primi tre gol che di fatto hanno deciso l’incontro. Il tiro-cross dell’1-0 è stato sicuramente anche un colpo fortunato, ma poi D’Auria ha confermato di essere in giornata di grazia, calciando la punizione del 2-0 e trovando poi il rigore del 3-0. Anche il collettivo in questo caso ha funzionato, perché sono state diverse le azioni costruite dalla Carrarese, soprattutto nell’arco del secondo tempo, confermando uno stato di forma finalmente in ripresa dopo il calo dell’ultimo mese. Pensare che all’appello erano mancati due pezzi da novanta come Doumbia e Giannetti, rimasti ai box per problemi fisici. Ora il test di Lucca sabato.

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