Il Tirreno

San Marco 

Della Bona non ci sta e attacca l’arbitraggio «Rigore inventato, Federazione ci tuteli»

Nicola Morosini

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Carrara. Anche la San Marco ha partecipato al “black sunday” apuano di domenica in Eccellenza. Come Massese e Pontremolese i rossoblù di mister Giuseppe Della Bona sono usciti sconfitti per 2-1 dal terreno della Lastrigiana nonostante il vantaggio avenzino segnato su punizione dall’argentino Roman “Pampa” Lovera alla sua prima apparizione dopo un’estate passata all’insegna del recupero fisico dalla pubalgia. Rossoblù che si sono visti assegnare un rigore molto discusso con un Cacchioli che nell’occasione ha rischiato il cartellino rosso per le vibranti proteste verso l’arbitro. Una doppietta dell’attaccante locale Bianchi, compreso il discusso rigore, ha ribaltato il punteggio. «La squadra ha giocato una delle migliori partite nonostante le varie assenze tra cui quelle improvvise di Raffo e di Mancini, oltre a un Gabrielli “costretto” a stringere i denti – commenta il tecnico Giuseppe Della Bona –; siamo andati in vantaggio con un bel calcio di punizione di Lovera e dietro siamo stati perfetti. Il direttore di gara si è poi letteralmente inventato un calcio di rigore per la Lastrigiana con Cacchioli, in piedi, che parava il pallone e si vedeva precipitare addosso l’attaccante per un evidente fallo sul portiere in possesso di palla. Per tutti così tranne che per l’arbitro. Nel secondo tempo siamo stati sempre ben ordinati concedendo poco, anche se davanti facciamo fatica, da sempre. Un episodio da calcio da fermo ci ha poi condannato alla sconfitta. Risultato bugiardo perché quanto meno un punto lo avremmo meritato. Non mi lamento mai – torna sull’episodio il mister –, ma mi sento in dovere di difendere la mia squadra. Non è possibile dover sempre pagare dazio a causa di rigori assurdi contro che cambiano la nostra partita. Facciamo fatica a giocar bene contro squadre più forti e puntualmente tutto viene vanificato da decisioni incredibili sistematicamente sempre a favore dell’avversario. Non è giusto: la Federazione deve tutelarci. Non vogliamo favori, ma nemmeno sempre condanne. L’ultima gara: noi sei gialli e la Lastrigiana solo uno...».

Nicola Morosini

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