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«Noi non ci dimentichiamo di aver cominciato col cartone»
A poche ore dalla finalissima per il quinto titolo nazionale di serie A maschile Bellotti ricorda gli esordi, 53 anni fa, di una società che sta facendo la storia
carrara. L’Apuania Carrara Tennis Tavolo quest’oggi al Palasport di Avenza (alle 17) si gioca il suo quinto scudetto. Di fronte la temibile avversaria del Top Spin Messina. Una vigilia che diventa occasione per parlare della società con il presidente Guglielmo Bellotti.
Com’è cominciata?
«Siamo stati costituiti l’1 febbraio 1968, mentre la prima affiliazione alla FITeT è del primo gennaio 1969. Un’attività continuativa di 53 anni, un dato che ci pone nel gruppo delle più vecchie società nel panorama sportivo comunale e provinciale. All’oratorio San Luigi di Carrara, gestito dai Padri Gesuiti, molti erano i ragazzi che si cimentavano su tavoli rudimentali, animati da molta passione e volontà. I confronti erano rari e al massimo c’erano dei tornei interni comunali, con l’altra società di Carrara, il San Francesco (chiusa nel 1973) o con la Pro Sarzana e la Labor Viareggio, oppure si svolgeva l’attività con il CSI provinciale. I primi anni non avendo risorse economiche, giocavamo con delle maglie regalate a maniche lunghe di lana e molto pesanti e inoltre andavamo a recuperare il cartone che i negozi buttavano, per poi venderlo alle cartiere. Un articolo della stampa del tempo recitava “Apuania Tennistavolo, avanti col cartone”. Non ci dimentichiamo mai da dove proveniamo e, anche se i tempi sono molto cambiati, manteniamo i nostri principi originari. Non abbiamo mai condiviso concetti come l’egoismo, l’apparenza, la mancanza del senso di appartenenza, la vittoria con ogni mezzo, la denigrazione dell’avversario, lo screditamento o la diffamazione».
Campioni d’Italia 2016-2017. Da quali campionati siete partiti?
«Al tempo c’erano le qualificazioni regionali e permettevano l’accesso alla serie C, campionato che era gestito dalla Federazione nazionale. Il gruppo che all’inizio svolgeva attività agonistica era composto da Carlo Marchi, Maurizio Galassi, Roberto Bianchi, Angelo Fruzza, Claudio Volpi, Dino Galassi, Paolo Triscornia, Giancarlo Mazzanti, Antonio Delfino, Salvatore Vignoli, Sergio Passarelli, Pietro Menconi, Franco Egizi, Luigi Andreani, Massimo Petriccioli, Johnny Petriccioli, Vittorio Mercanti, Paolo Borello, Roberto Dova, Paolo Muttini, Marco Lavaggi, Paolo Lavaggi, Enrico Menapace, Alessandro Merciadri, Andrea Carassali e Carlo Andrea Marchetti».
Qual è stata l’evoluzione delle prime squadre?
«In campo femminile abbiamo disputato per qualche anno la B, campionato che disputiamo anche quest’anno, nel maschile abbiamo quasi sempre partecipato ai campionati nazionali. Il numero delle compagini si è accresciuto fino a coprire per vari anni tutte le serie nazionali maschili, almeno con una squadra».
Qual è stata la serie più alta raggiunta?
«Sul fronte maschile siamo arrivati in serie A1, il campionato nel quale militiamo tuttora, e abbiamo conquistato quattro scudetti nel 2013, 2014, 2017 e 2018 e una Coppa Italia nel 2018. Nel femminile la massima serie è stata la B». —Nicola Morosini
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