Il presidio
Gli azzurrini chiudono a Lucca con un pareggio più che meritato
Terreno difficile, avversario ostico e condizioni di gioco complicate dal forte vento Ma i ragazzi di Ratti si sono fatti valere
carrara. Dopo la vittoria nell’esordio di campionato contro il Grosseto la Carrarese Under 17 trova un ottimo pareggio esterno a reti inviolate sul difficile terreno dei pari età della Lucchese.
Gli azzurrini di mister Davide Ratti hanno giocato un ottimo match contro una squadra, quella rossonera – che tra l’altro aveva battuto a Fossone la stessa Carrarese nel prima giornata di quel campionato poi sospeso ed annullato per l’emegenza covid.
Carrarese che ha giocato a viso aperto su un terreno di gioco davvero molto insidioso anche e soprattutto per le condizioni meteorologiche: il forte vento di fatto impediva ai ventidue in campo fraseggi e costruzioni di gioco. Cose rese ancor più complicate anche a causa del terreno di gioco decisamente inadatto per gare di giovanili professionistiche.
Positivo il commento al match da parte delresponsabile delle giovanili azzurre Mirco Lucetti, che era presente in quel di Lucca per seguire i ragazzi di Davidino Ratti.
«Sono contento – ha detto Lucetti a fine gara – di quanto la squadra ha fatto vedere in campo. L’avversario non era dei più facili ed anzi parliamo di una formazione molto organizzata che già ci aveva battuto alcuni mesi fa prima dello stop al campionato. I nostri ragazzi sono andati bene, sia in fase propositiva che di contenimento sfiorando addirittura il colpo grosso ma possiamo ritenere quello ottenuto in trasferta un buonissimo pareggio che ci permette di guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Anche a livello di singoli vi sono miglioramenti e dobbiamo continuare su questa linea per cercare di proporre il maggior numero di ragazzi alle categorie superiori». Adesso per la Carrarese una settimana di intese sedute di allenamenti per preparare al meglio la prossima gara che vedrà gli azzurrini sempre in trasferta questa volta sul campo di gioco dei pari età del Pontedera. — Nicola Morosini
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