Il Tirreno

il mister nel mirino 

Critica la Procura federale, 45 giorni di squalifica

Alessandro Tabarrani

Gassani “punito” per le sue dichiarazioni, ritenute lesive e denigratorie, nei confronti della magistratura del calcio

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massa. Brutta tegola per la Massese. Il tecnico Matteo Gassani è infatti stato squalificato per 45 giorni e non potrà sedersi in panchina sino al termine della stagione regolare.

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura Federale a seguito di alcune interviste rilasciate dall’allenatore bianconero nelle quali, si legge nel comunicato della sentenza, «ha espresso pubblicamente dichiarazioni denigratorie e lesive della reputazione della Procura Federale della Figc e dei componenti della stessa». Per capirci qualcosa di più, bisogna però fare un passo indietro tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo allorché i dirigenti bianconeri Giovanni Nepori (presidente) e Dario Pantera (direttore generale) furono squalificati rispettivamente per 8 e 12 mesi dal Tribunale federale toscano, così come 15 mesi di fermo furono decisi per Gassani dalla Commissione disciplinare del settore tecnico. Tutto ciò, a seguito di una vicenda legata alla finestra di mercato invernale del 2019, che coinvolse due giocatori della rosa (i difensori Cela e La Rosa) che avevano palesato la volontà di trasferirsi. Un quadro complesso con tanto di telefonate registrate, presunte minacce e richieste di danaro ritenute inizialmente credibili da Tribunale federale toscano. In appello però, è bene ricordarlo, i dirigenti e il tecnico bianconero furono assolti con formula piena dalla Corte Federale di appello della Figc.

Tornando a bomba, i 45 giorni di squalifica per Gassani (la Massese per responsabilità oggettiva ha ricevuto una multa di 300 euro), sono frutto dunque di dichiarazioni rilasciate ad alcune testate giornalistiche (cartacee e on line) tra il 28 febbraio e il 1 marzo dopo, appunto, le squalifiche in primo grado.

In concreto, come si sia arrivati alla sentenza lo spiega proprio il legale di Gassani e della Massese, l’avvocato Francesco Rondini. «In queste interviste – ha detto Rondini – arrivate dopo le squalifiche, Gassani citava anche la Procura che, secondo lui, non aveva portato avanti le indagini correttamente. Sostanzialmente, la squalifica arriva perché secondo loro è stata lesa l’immagine della Procura stessa. Ora, per evitare lungaggini ed eventuali procedimenti, abbiamo preferito patteggiare anche perché all’epoca non sapevamo come sarebbe andato a finire il procedimento di secondo grado. Andando a rileggere le dichiarazioni, a mio avviso non ci sono frasi che danneggiano l’immagine della Procura. Oltre a questo, Gassani all’epoca emise un comunicato dove ribadì il pieno rispetto per gli Organi federali e la Giustizia sportiva». —

Alessandro Tabarrani

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