La meglio gioventù tutta autoctona della Massese
massa. La Massese di Matteo Gassani può contare su tanti giovani fuoriquota che hanno dimostrato di essere un punto di forza sia tecnico che umano. Basti pensare ai classe 2001 Filippo Manfredi e Tommaso Bennati, nonché ai 2002 Mattia Centonze e Filippo Della Pina, tutti massesi doc. Nella sfida di domenica con il San Miniato Basso, Centonze è andato pure in rete. «È stato molto bello segnare il mio primo gol con la Massese – ha spiegato Centonze – e la vittoria è una grande spinta per noi che vogliamo raggiungere un obiettivo importante. Spero di continuare così».
Lo stesso Gassani al termine della gara non ha lesinato complimenti ai suoi giovani. «Sono contento che il mister creda molto in noi – ha detto Della Pina - questo ci porta ad avere un pizzico di responsabilità in più che però è utile per scendere in campo per dare sempre qualcosa in più».
«Il fatto che il mister sia sempre presente con noi – hanno aggiunto Bennati e Manfredi – è un grande punto di forza anche per chi gioca un po’ meno, ma che è sempre pronto a dare il massimo. Molto importante è anche la vicinanza dei giocatori più esperti che ci aiutano a crescere. Ci alleniamo sempre duramente per dimostrare che siamo all’altezza facendoci trovare pronti quando chiamati in causa».
Indossare la maglia della squadra della propria città è un fattore che, davvero, potrebbe diventare decisivo come ai bei tempi. «Giocare nella squadra della propria città è un grande orgoglio – ha ribadito Centonze – e dimostra che la società vuole puntare sul settore giovanile. Cercherò di dare sempre il massimo». «Ho iniziato nei giovanissimi – ha ribadito Manfredi – e pian piano sono arrivato anche in prima squadra segnando nella scorsa stagione il primo gol con la maglia bianconera. Sono felice di avere questa occasione». «Indossare la maglia della Massese è un grande orgoglio per me – ha fatto eco Bennati – sin da piccolo andavo allo stadio con mio padre e mio nonno a tifare bianconero. Si è realizzato un sogno». E ancora: «La maglia bianconera nella mia vita c’è sempre stata – ha concluso Della Pina –, fin da bambino vedevo i miei nonni che erano praticamente devoti alla Massese. Giocare e vincere mi fa sentire partecipe di una gioia data alla mia città». Sì, il senso di appartenenza può esseer il quid in più di questa Massese. —
Alessandro Tabarrani
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