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«Sentenza abnorme», la Massese ricorre in Appello
Gli avvocati della società: pronti a impugnare la pronuncia della Commissione Vogliamo la consulenza tecnica sugli audio prodotti da Cela e La Rosa
Alessandro Tabarrani
massa. Definire “delicato” il momento attraversato dalla Massese è sin troppo riduttivo.
Alle pesanti squalifiche comminate nei giorni scorsi alla dirigenza (8 mesi al presidente Giovanni Nepori e 12 mesi al direttore generale Dario Pantera), si è aggiunta quella di 15 mesi che ha colpito il tecnico bianconero Matteo Gassani.
Come più volte ribadito, queste squalifiche sono arrivate a seguito della diatriba apertasi nella finestra del mercato invernale del 2019 tra i due giocatori, Alessandro Cela e Stefano La Rosa e, appunto, la società bianconera e il suo allenatore. Si tratta di una vicenda complessa nata dalla richiesta, all’epoca, di La Rosa e Cela di essere svincolati.
Stando a quanto emerso dagli atti, sia nelle carte del Tribunale federale territoriale della Figc – che ha squalificato Nepori e Pantera –, sia in quelle della Commissione disciplinare del settore tecnico della stessa Federazione – che ha squalificato Gassani – si parla di “un comportamento minaccioso, offensivo e scurrile nei confronti dei due giocatori, pretendendo dagli stessi somme di denaro per potersi trasferire nella finestra di mercato invernale del 2019, in altra società, con l’alternativa che in caso di mancato accordo sarebbero rimasti fermi per tutta la stagione sportiva”.
Oltre a questo, si parla anche di registrazioni e, sempre stando alle carte, “uno dei giocatori sarebbe stato indotto a rinunciare a due mensilità, facendogli sottoscrivere una liberatoria in tal senso”.
Come già avvenuto per le squalifiche di Nepori e Pantera, anche per Gassani la Massese respinge con forza ogni accusa attraverso il team di legali che sostiene le sue ragioni, con l’obiettivo di dimostrare il corretto comportamento dei dirigenti e dell’allenatore in quella finestra di mercato invernale.
“L’Unione sportiva 1919 – si legge in un comunicato redatto ieri pomeriggio –, dopo le sanzioni comminate ai propri tesserati Giovanni Nepori e Dario Pantera, apprende nuovamente con stupore e incredulità la squalifica di 15 mesi occorsa al proprio allenatore Matteo Gassani. Vista e considerata l’abnormità della pronuncia anche della Commissione disciplinare la quale ha del tutto travisato i fatti occorsi e che non ha in alcuno modo tenuto conto della esaustiva memoria difensiva dei propri legali di fiducia, la Us Massese, assieme al proprio tesserato Matteo Gassani, comunica che ricorrerà senza indugio alla Corte federale di Appello della Figc per impugnare detta pronuncia e tutelare l’onorabilità e la credibilità dei propri tesserati nonché del sodalizio massese.
Pertanto, è stato dato ampio mandato agli avvocati Luca Ulivi, Francesco Rondini ed Edoardo Truppa di adire tutti i gradi della giustizia sportiva e, se fosse necessario, rivolgersi alla giustizia ordinaria per far emergere la verità del svolgimento dei fatti, si ritiene infatti che l’organo giudicante di primo grado, non abbia tenuto minimamente conto delle argomentazioni difensive depositate in atti nonostante si basassero su elementi oggettivi”.
Il momento per la Massese è ovviamente molto difficile, però i legali della società bianconera e del tecnico Gassani si dicono fiduciosi. E ancora. “L’avvocato Rondini – prosegue il comunicato – si ritiene fiducioso che già dal prossimo grado di giudizio si possa far emergere il reale svolgimento dei fatti con la speranza che vengano accolte in toto tutte le richieste istruttorie non accolte in primo grado, a cominciare dalla richiesta di consulenza tecnica d’ufficio sulla veridicità dei file audio prodotti in sede di esposto alla Procura Federale”.
La Massese dunque promette battaglia con la volontà, come testé sottolineato, di rivolgersi anche alla giustizia ordinaria. “Tuttavia – conclude il comunicato –, proprio per questo motivo, si invita l’opinione pubblica a non trarre condanne affrettate in quanto non si è colpevoli fino a quando le sentenze non diventano definitive.
Rimaniamo quindi fiduciosi che la giustizia, sia sportiva che ordinaria, possa fare il suo corso affinché sia fatta giustizia in quanto si ritiene che il sodalizio massese e i propri tesserati siano, in realtà, parte lesa. —
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