Meteo
Il Baldini pensiero: «Continuo a credere nei sogni, fino alla fine»
Il tecnico azzurro a cuore aperto parla dei prossimi impegni della squadra E non si dichiara sconfitto: so che basta poco per tornare a scalare verso l’alto
Luca Santoni
CARRARA. «Io continuo a credere nei sogni, così come i bambini continuano a credere nelle favole. Questo è il mio credo».
È un Silvio Baldini a cuore aperto, quello che torna a parlare dopo la sconfitta di Alessandria, favorita da un gigantesco errore arbitrale. Quella della Carrarese, d’altronde, sin dall’inizio è stata una stagione sospesa tra speranza e paura: da una parte la voglia di proseguire l’avventura dopo la storica semifinale di Bari, dall’altra tutta una serie di tegole che hanno decimato la rosa azzurra per mesi, ma anche tante piccole grandi situazioni di gioco che sono girate storte.
Col mister partiamo proprio dal penalty di Eusepi, concesso per un inesistente fallo di Ermacora su Arrighini. Quanto brucia quel rigore letteralmente inventato dall’arbitro? «Alla vigilia – commenta il tecnico – ero convinto di vincere e non mi ero sbagliato, perché, se l’arbitro non avesse fatto quel regalo, o se fossimo riusciti a pareggiare con Marilungo, l’Alessandria avrebbe rischiato di perdere. Nel secondo tempo loro non sono usciti fuori una sola volta». Un errore davvero clamoroso.
«Il rigore l’ha fatto dare il guardalinee – rivela Baldini – perché l’arbitro in un primo istante non era sicuro di fischiare. Il guardalinee gli ha comunicato che era fallo da rigore. Lo posso garantire, perché ero lì vicino e l’ho sentito. Quel gol ci ha tolto serenità e fiducia, perché è come quando piove sul bagnato. Noi, essendo la Carrarese, dobbiamo essere più forti del destino e per farcela dobbiamo rimanere tutti insieme. Io voglio essere più forte del destino. Non mi interessa essere giudicato dagli altri. Chi giudica, normalmente è colui che non riesce a fare le cose, e giudica per la soddisfazione di farti passare per un somaro. Coloro che non giudicano, invece, apprezzano ed incoraggiano le persone che si impegnano sempre, anche quando sono frenate dalle difficoltà».
«A volte – continua– il mondo cerca di distoglierti dal tuo proposito, ma io continuo a credere nei sogni. La speranza è il desiderio di qualcosa, il cui opposto è la paura che qualcosa non accada. Quindi in ogni speranza c’è la paura, così come in ogni paura c’è la speranza. Io cerco una speranza anche in questo momento di grande difficoltà, perché so che basta poco per ricominciare a “scalare” il nostro sogno. Certamente non è facile e bisogna lavorare». Ad Alessandria abbiamo visto una Carrarese schierata col 3-4-3.
«Una scelta dettata dall’assenza di difensori esterni. A destra non avevamo nessun terzino e abbiamo schierato Giudici. A sinistra c’era solo Ermacora (schierato in difesa ndc) e come esterno alto abbiamo utilizzato Pasciuti. In avanti ci siamo proposti con una punta centrale e due seconde punte. A seconda dell’avversario possiamo fare un 3-4-2-1, un 3-4-3, o un 3-4-1-2. Nonostante le difficoltà che abbiamo, le nostre prestazioni avrebbero meritato risultati positivi. Purtroppo questo non è successo, dispiace, perché si viene giudicati per questo».
« Noi però siamo la Carrarese, e dobbiamo avere la forza di non farci influenzare. L’importante è che la prestazione sia sempre alla base della partite e che tutti i giocatori escano dal campo, avendo dato tutto», conclude il tecnico degli azzurri.
—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
