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Gassani attacca due calciatori «È un teatrino per ricattarci»
L’allenatore difende presidente e dg: «Ricevuta una lettera per soldi non dovuti» E chiude all’ipotesi di patteggiare: «Avanti fino all’ultimo grado di giustizia»
massa. La Massese reagisce con forza alla sentenza del tribunale federale territoriale della Figc che ha inibito il presidente Giovanni Nepori e il dg Dario Pantera rispettivamente per 8 e 12 mesi, deferendo il tecnico Matteo Gassani, la cui posizione sarà chiarita il 5 marzo.
Ed è proprio Gassani che prende posizione a nome della dirigenza rispetto alla diatriba con due giocatori avvenuta nel mercato invernale 2019, da dove nasce il tutto. «È arrivato il momento di fare chiarezza – scrive Gassani in un comunicato – perché quanto contestato è privo di elementi oggettivi. Il 2 dicembre 2019, giorno dell'apertura del mercato invernale, vengo contattato telefonicamente dal dg Pantera che mi riferiva della richiesta da parte dei calciatori Cela e La Rosa di essere svincolati. Da parte mia all'inizio c'era ostruzionismo alla cessione di due giocatori importanti. Tuttavia, nella stessa data, i tesserati si mostrarono irremovibili nella loro decisione di lasciare la squadra, il cui motivo principale era che gli stessi non tolleravano più, a loro dire, le critiche feroci degli ultras (anche questo aspetto non veritiero perché gli ultras sono sempre stati vicini alla squadra). Preso atto di ciò, riferivo a Pantera che i giocatori potevano lasciare la squadra solo quando sarebbero arrivati i sostituti. Dal 3 dicembre 2019 né Cela né La Rosa si presentavano più agli allenamenti e non ottemperavano alla convocazione per la gara domenicale successiva».
E ancora. «Da Pantera mi veniva riferito – prosegue Gassani – che La Rosa non rispose mai alle sue chiamate mentre Cela mandò un certificato medico rilasciato da un medico specializzato in pediatria, dove si diceva che il calciatore aveva bisogno di assoluto riposo per un problema ad un ginocchio. Per il resto, mai avuto contatti diretti con Cela a parte quelli di natura tecnica e mai fatto richieste economiche allo stesso visto che i rapporti per ottenere lo svincolo li doveva avere con il dg Pantera e il presidente Nepori. Tutto ciò è confermato dai testimoni interpellati dalla procura federale nonché da altri tesserati che vennero svincolati senza nessuna richiesta di danaro».
Contestate anche le registrazioni portate in giudizio. «Cela avrebbe registrato il contenuto delle presunte riunioni da lui indicate – aggiunge il tecnico – poi messo all'attenzione degli imputati e nelle quali è emerso che le voci registrate non sono riconducibili né al sottoscritto né a Pantera, tanto che fu chiesto al procuratore federale di essere sottoposti ad esame vocale, ma, inspiegabilmente, la richiesta non fu accolta. Le registrazioni sono state ritenute valide dal giudice nonostante quest'ultimo non conosca minimamente il timbro di voce degli imputati che non sono stati mai ascoltati in tribunale. In data 6 gennaio 2020 la società riceve una lettera dall'avvocato di Cela, nella quale vengono richiesti inspiegabilmente 6.600 euro da versare al giocatore e, in caso di non ottemperanza, lo stesso avvocato riferiva che avrebbe agito nelle sedi di competenza. Questo a casa mia si chiama ricatto nonché estorsione».
Gassani conclude spiegando il diniego della Massese ad un eventuale patteggiamento in sede legale. «Patteggiare un qualcosa mai commesso è un ricatto. Siamo pronti ad arrivare fino all' ultimo grado di giustizia e, nel caso, anche al tribunale di Losanna per tutelare la nostra immagine e la nostra dignità, facendo cadere le accuse nei nostri confronti, nonché il teatrino inscenato al solo scopo di estorcere denaro». —
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