Il Tirreno

qui massese 

Nepori: ripartire sì ma con buonsenso

Alessandro Tabarrani
Nepori: ripartire sì ma con buonsenso

Il presidente bianconero auspica soluzioni ragionevoli per la conclusione del campionato e le promozioni

2 MINUTI DI LETTURA





massa

Ci sono ancora tanti, troppi punti interrogativi sulla ripresa dei campionati dilettantistici. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare una maggiore chiarezza circa le modalità della ripartenza.

Anche la Massese resta dunque in attesa di sapere di più, come ha ribadito il presidente Giovanni “Gianni” Nepori che ha auspicato soluzioni di buonsenso che permettano di arrivare al termine dei campionati in un tempo ragionevole.

«In Toscana sono stati fatti tre gironi da sole 12 squadre - ha analizzato Nepori - e questo, in teoria, permetterebbe di terminare il campionato. Certo speriamo che non vengano stravolti i format, non ce n’è bisogno. Diciamo che, riprendere a febbraio sarebbe la cosa più logica. Per il campionato d’Eccellenza dovranno però essere chiarite alcune cose visto che sono stati aboliti i playoff. Dal momento che potranno salire in serie D due squadre, bisognerà vedere con che criteri verranno stabilite le promozioni visto che una vincente dei tre gironi rimarrebbe fuori». Peggio ancora pensare ad un campionato disputando solo il girone di andata. «Un’assurdità», ha tuonato Nepori.

Per quello che riguarda invece la riforma dello sport presentata nei giorni scorsi dal ministro Spadafora, l’eventuale abrogazione del vincolo di tesseramento e la nuova normativa che andrebbe a regolare ha suscitato non poche polemiche con le società dilettantistiche che stanno facendo fronte comune per eliminare questa nuova norma. «A questo punto - ha aggiunto il presidente bianconero - se ciò avvenisse si farebbe prima a portare le chiavi della società a Spadafora. Come si fa a pensare una cosa del genere? Chi ha puntato molto sulla scuola calcio e i settori giovanili chiuderà i battenti. Con l’abolizione del vincolo non ha più senso investire nei giovani se poi i giocatori se ne vanno. Oltre a questo, è inaccettabile quanto è stato pensato circa la regolarizzazione dei lavoratori sportivi ( tanto per intenderci, allenatori e giocatori dilettanti ndr) che sarebbe impossibile da sostenere. Non siamo professionisti, è ridicolo pensare a un contratto regolare da dipendente con contributi e quant’altro». Insomma, la presa di posizione rispetto a quanto dovrà essere approvato, si fa sempre più dura da parte del movimento dilettantistico. Intanto, è partito il mercato invernale. «Siamo vigili - ha concluso Nepori -, pronti a rinforzare ancora la rosa». —

Alessandro Tabarrani



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera