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«Maradona un idolo tatuato sulla pelle»

luca barbieri
«Maradona un idolo tatuato sulla pelle»

Il bomber della Carrarese Giuseppe Caccavallo parla del suo dolore per la morte del campione argentino 

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carrara

«Ci lascia il più forte di tutti, per Napoli è un lutto per la comunità. Maradona era ed è un idolo per me, ma anche per i miei figli nonostante la loro età».

Nato nell'aprile del 1987 (a un mese circa dal primo scudetto per i partenopei) a Napoli, piede mancino e numero 10 sulle spalle, proprio quello del suo mito. Per Giuseppe Caccavallo, fantasista alla terza stagione con la maglia giallo azzurra, Diego Armando Maradona, scomparso nelle scorse ore, è più di un idolo, di un mito. Tanto da tatuarselo sul polpaccio: prima un omaggio al campione, un simbolo che adesso si trasforma anche in un ricordo indelebile con il disegno di Maradona, con la palla sul sinistro e il numero 10 in evidenza mentre corre. «Per noi napoletani è davvero un lutto per tutta la comunità. Come tutti ho saputo della brutta notizia dalla televisione e sono rimasto senza parole davvero. Era diventato l'idolo non solo mio, che ho anche il suo tatuaggio, ma anche dei miei figli attraverso i miei racconti, i video, ma anche i videogiochi. Alla fine loro sono piccoli, ma a forza di raccontarglielo...», ci spiega il giocatore della Carrarese. Tante le giocate, i gol; difficile “pescarne” uno, scegliere il preferito. Come la punizione, all'interno dell'area di rigore, in un Napoli-Juventus di 35 anni fa. «Ce ne sono talmente tanti, era fortissimo...». C'è di più, riflette l'ala azzurra: «Ci lascia il più forte, ero innamorato delle sue giocate: poi sai, sono sinistro, ho il 10 come numero di maglia quest'anno, sono nato a Napoli proprio nella primavera del 1987...», racconta. Numeri, coincidenze, e il Pibe de Oro tatuato sulla pelle. «Ci sarà un minuto di raccoglimento domenica (in tutti i campi, come voluto dalla Figc e quindi anche per Giana Erminio-Carrarese di domenica alle 15, ndc) perché è giusto ricordarlo per quanto ha dato a questo sport. Ero molto piccolo nei suoi anni con la maglia del Napoli (di cui Caccavallo è tifoso, ndc), ma ho ancora qualche fotografia allo stadio, nelle strade durante i festeggiamenti per le vittorie», conclude Caccavallo. E intanto nelle scorse ore ai tantissimi messaggi per Maradona si è aggiunto anche quello della società di piazza Vittorio Veneto, nonché quello del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli: «Diego è stato il calcio, l’arte del giocare combinata alla voglia di riscatto di tante persone. Napoli è stato Maradona e Napoli è il mondo», ha detto.

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