Il presidio
«Un settore giovanile forte per arrivare alla serie B»
carrara
«Carrarese Calcio 1908 è una e una sola. Non esiste separazione tra settore giovanile e prima squadra. Siamo tutti una grande famiglia». Ha le idee chiare il responsabile delle giovanili Mirco Lucetti, giunto quest’anno al timone al posto dell’uscente Alberto Gemignani.
Si tratta di un volto noto in casa azzurra, dal momento che Lucetti, una trentina di anni fa, aveva allenato sia la Berretti che l’allora formazione Primavera.
«Ho lavorato per diversi anni nella Carrarese guidata dalla famiglia Grassi – racconta – poi ho dovuto lasciare per motivi personali e lavorativi, ma sono sempre rimasto legato all’ambiente, come spettatore prima di tutto. Poi negli ultimi anni, con l’arrivo di Baldini, sono rientrato come sponsor».
Lucetti, infatti, da qualche anno a questa parte ha messo a disposizione della società azzurra la sua principale attività, il Residence Italia di Lunimare, che accoglie i giocatori sia nel periodo del ritiro che durante l’anno. Ma la decisione di tornare a un ruolo dirigenziale è maturata grazie all’amicizia con Silvio Baldini.
«“Con l’arrivo di Silvio a Carrara – ammette – si è creato un ambiente che da subito mi è piaciuto moltissimo. Con l’amministratore delegato Iacopo Pasciuti avevo già un bellissimo rapporto, poi ho avuto modo di conoscere gli sponsor Manrico Gemignani e Claudio Santi con cui, grazie al contatto fisico tutte le domeniche, si è creato un grande legame. Proprio loro mi avevano chiesto, già lo scorso anno, di prendere in mano il settore giovanile. Ma inizialmente, a causa dei miei impegni lavorativi, avevo tentennato».
Poi, quest’estate, è arrivata la frase che lo ha convinto. «Due giorni dopo la cena di fine anno dello staff – racconta Lucetti – Manrico (Gemignani, ndr.) mi ha preso da parte dicendomi: “Mirco, la Carrarese vuole andare in Serie B. Perciò serve un settore giovanile che cresca per sfociare nel professionismo, parallelamente alle ambizioni della prima squadra. La Carrarese è una sola, dal bambino del 2011 al più “vecchio” della prima squadra. E’ un’unica famiglia”. Di fronte a quelle parole, non ho potuto dire di no».
Una volta entrato a far parte dello staff azzurro, quindi, Lucetti si è messo al lavoro per costruire una squadra di qualità.
«Perché un settore giovanile – dice – è in grado di crescere solo se si pone l’obiettivo della continuità. Bisogna impostare un tipo di lavoro e investirci per anni”. Una lezione che solo un uomo di esperienza nel mondo del calcio è in grado di dare. Non a caso negli anni della sua precedente esperienza in azzurro sono arrivati ad esordire in C1 diversi giocatori, tra cui Musetti, Bondielli, Pavoni e Andreazzoli. «Non esistono segreti per raggiungere certi traguardi – confessa Lucetti – la chiave è solo il continuo lavoro fatto negli anni». —
Nicola Morosini
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