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Monti, nuovo appello: fermiamoci, è meglio

Monti, nuovo appello: fermiamoci, è meglio

«Ci pare assurda l’ipotesi di presentarsi in sette giocatori per non rischiare l’esclusione. Rischia di essere tutto falsato»

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Monti

Nuovo appello alla Fig di Elia Costa, presidente del Monti, un cui giocatore è risultato positivo.

«Tutto nasce - ricostruisce Costa - con la prima partita di Coppa, in cui c'è stato un caso di Covid nella nostra squadra, riscontrato dopo di essa. Il risultato è stato quarantena di 14 giorni per tutti i presenti in lista delle due squadre, che sono risultati tutti negativi per giunta. Chiaramente questo ha posto i giocatori in una situazione di rischio lavorativo grave, perché sia per chi ha un'attività propria, sia per chi è dipendente, il rischio di perdere il lavoro è altissimo. Sia per la quarantena già effettuata, sia per il rischio di doverne fare altre, chi ha una propria attività rischia di chiudere e chi è dipendente (generalmente in piccole aziende) con la quarantena rischia di perdere il lavoro o di compromettere direttamente l'attività di cui è dipendente, e chiaramente i loro datori di lavoro hanno sconsigliato (o peggio) agli atleti di giocare ancora, visto i rischi già citati. Questa doppia posizione scomoda da parte del datore, che non può obbligare il dipendente a non giocare, e il dipendente che pur volendolo fare deve scegliere tra il lavoro ed il calcio, merita attenzione da parte degli enti preposti alla legiferazione ed al controllo in materia».

Costa ricorda che «Sentita la federazione, la stessa ha risposto che non sospenderà il campionato, anche se buona parte delle squadre, se non la maggioranza, ha pochissimi giocatori e quindi è sotto numero, addirittura meno di 7. In più ha rincarato la dose dicendo che le squadre che non si presenteranno verranno multate progressivamente, ed alla seconda multa verrà radiata la squadra, con la conseguente perdita anche dei vari settori giovanili che invece potrebbero continuare senza problemi attualmente. L'unica soluzione per evitare queste ripercussioni è che se ci si presenta in 7 alla partita, con chiunque, anche gente presa a caso, ed un giocatore simula un infortunio al 1° minuto la partita è persa 3 a 0 senza multa, e questo ricatto pare l'unica soluzione per evitare la radiazione. La federazione sta praticamente chiedendo agli atleti dilettanti di rinunciare al lavoro o allo studio, pena la radiazione della squadra, e chiaramente essendo dilettanti e giocando gratis nessuno se lo può permettere. In più un campionato fatto da squadre di 7 giocatori e in qualche caso di 11 o 12 persone prese a caso giusto per avere il numero, è un campionato falsato». Da qui l’appello alla Federazione: «Scrivo a voi per aver manforte, perché ascoltino i problemi di squadre che da anni sono presenti sul territorio e sono vere e proprie istituzioni territoriali, con una loro importanza per i vari paesini che non hanno molto da offrire alla popolazione, e perché la loro voce, il loro grido di dolore sia ascoltato, e perché queste possano, appena la situazione sarà più sostenibile, tornare a fare ciò per cui sono nate, ovvero sport, non farse in 7 giocatori, e di certo non sparire per sempre dal calcio. Malgrado si siano già fatte sentire molte società, anche del solito campionato e girone, la federazione non ha intenzione di agire in merito, quindi chiedo a voi per avere una cassa di risonanza maggiore e smuovere la situazione, trovando una soluzione equa e condivisibile, che sia sospensione e rinvio a gennaio o più avanti del campionato, o altro».

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