Il Tirreno

«Ha sentito la stanchezza, ma è stato grande»

Luca Barbieri; /altro servizio nello sport
«Ha sentito la stanchezza, ma è stato grande»

Il papà e il coach di Lorenzo Musetti: 6 partite in una settimana sono tante, ma il bilancio è super positivo

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CARRARA

«Il bilancio? Ovviamente super-positivo...». Papà Francesco e il coach Simone Tartarini non hanno dubbi e promuovo a pieni voti la settimana romana di Lorenzo Musetti, 18 anni compiuti a marzo, che ha incantato per giorni sulla terra battuta del Foro Italico. La stanchezza, quella accumulata in 6 partite in una settimana (di cui alcune contro i “big” del tennis mondiale), si fa sentire sul tennista di Carrara e contro Dominik Koepfer l'ottavo di finale finisce 4-6; 0-6 con quest'ultimo che ai quarti troverà il numero uno Novak Djokovic (spettatore dell'ottavo peraltro).

Risultato a parte, però, per lui il torneo romano è stato di quelli da ricordare: «Il bilancio è stra-positivo, perché ovviamente non era immaginabile arrivare agli ottavi qui. Facendo un torneo così poi. Ricordo che avevamo anche due Challenger alle spalle – nei quali Lorenzo è arrivato ai quarti e in semifinale –, ma anche tre match di qualificazioni: con Zapata, tra i più in forma, contro uno come l'argentino Leonard Mayer e poi contro Giulio Zeppieri che è stato impegnativo anche dal punto di vista emotivo (i due sono molto amici, ndc). Poi sono arrivati nei primi due turni i due “mostri sacri” (Stan Wawrinka e Kei Nishikori) e oggi (ieri, ndc) era finita la benzina. D'altronde quando giochi in serata si va a letto alle due di notte. L'ho visto stanco già nel warm up, faceva fatica a tenere energie. Poi dopo il primo set è subentrato anche un fastidio alla spalla, probabilmente legato all'affaticamento, insomma 6 partite in 7 giorni sono difficili per chiunque, per tutti i professionisti e lui ha 18 anni... C'è un po' di rammarico, certo, perché erano in ballo i quarti di un Master Series, ma il nostro è un ottimo bilancio e ora pensiamo al Challenger di Forlì», fa il punto della situazione coach Tartarini. Dal coach che da sempre segue Lorenzo a papà Francesco, passato da tennista e ora incollato alla tv a vedere i match del figlio. «È stata una settimana incredibile, neanche lontanamente immaginabile quando è partito per Roma. Il bilancio è super positivo per la fiducia incamerata, per le posizioni guadagnate, per il palcoscenico che ha calcato e per le opportunità che un posto come gli Internazionali produce», riflette. «Come babbo spesso trattengo a fatica le lacrime perché mi rivengono in mente situazioni di lui da bambino e vederlo giocare ora contro Wawrinka o Nishikori mi fa emozionare. Come giocatore riconosco in lui il valore dei bei colpi e purtroppo anche l’approssimazione su altri – spiega sul vincitore degli Australian Open 2019 Under –. Oggi (ieri, ndc) era molto stanco senza dubbi; a letto tardi con l’adrenalina non riesci a dormire subito e senza il giorno di riposo in mezzo è dura, poi Lorenzo è giovane, ma il fisico è ancora acerbo, i muscoli devono ancora crescere e l’energia nervosa, per giocare 5-6 match, affievolisce», commenta Francesco Musetti. —

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