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A Bonascola la scuola calcio dove s’impara a essere amici e dribblare gli avversari
carrara
«I bimbi devono divertirsi, a prescindere da tutto». Questa è l'essenza della Fortitudo Scuola calcio. Fondata solo un anno fa da Fabrizio Marselli, Alessandro Velardi e Fabrizio Orlandi, conta già 60 iscritti, dai 4 fino ai 12 anni. La sede ed i campi di allenamento si trovano a Bonascola, a Ca’ Michele; fino agli otto anni i ragazzi si allenano qui, mentre quelli delle annate successive vanno a giocare al campo dell’oratorio di Nazzano.
«Per adesso abbiamo solo esordienti, però se dovessero esserci in futuro i numeri per altre squadre, perché no?» ci spiega Marselli, che non sopporta i vari titoli come presidente, dirigente, direttore sportivo etc. «Qua al massimo c'è l'allenatore, il giocatore, la famiglia. Non ci sono altri ruoli che poco servono per le età di riferimento. Il nostro è un ambiente familiare, dove i bimbi fino agli otto anni si allenano con le due giovani allenatrici Isabella Tongiani e Virginia Chiti, che sembrano quasi delle sorelle maggiori; li consigliano, applaudono, li supportano nella crescita non solo sportiva e fanno in modo che tutto sia come deve essere per quell'età: un gioco».
Il rispetto delle età e delle rispettive esigenze è fondamentale alla Fortitudo: «I ragazzi fino agli otto anni fanno solo esercizi di atletica leggera, e qualche giochino indicato dalla federazione (Figc). Da quell'età poi iniziano a giocare in squadre da 5, e gli insegnamo qualche piccolo rudimento di tattica e di controllo palla, ma andiamo per gradi, senza esagerare». Infatti, come ci spiega Fabrizio, una vita passata in questo sport, il mondo del calcio e soprattutto delle rispettive scuole è diventato sempre più competitivo e "famelico": «In scuole più grandi di noi e prestigiose, i ragazzi fin da subito vengono “spremuti” per capire il loro potenziale. Gli allenamenti vengono fatti a colpi di fischietto, di urla, di nozioni da grandi. In certi posti, specie nelle scuole satellite di grandi club, vengono addirittura degli esaminatori che periodicamente prendono i tempi, fanno delle valutazioni e quindi delle relazioni sui ragazzi. Ma che relazione puoi fare su un bimbo di 10 anni che vedi solo per uno o due pomeriggi?». Niente di tutto ciò accade alla Fortitudo: «Da noi cerchiamo il più possibile di evitare derive sbagliate: da un lato evitiamo di avere allenatori troppo duri ed esigenti; non si insegna nulla a colpi di giri di campo. dall’altro cerchiamo di far capire anche ai genitori di non esaltare troppo i figli, perché ciò, oltre ad essere di per sé sgradevole, da un eccesso di fiducia nei bimbi che poi si riflette in comportamenti egoistici fuori e dentro al campo».
Un altro obiettivo della scuola è anche quello della socializzazione: «Nel nostro ambiente il gruppo è fondamentale, perché le amicizie possono durare anche oltre i 5 anni della scuola calcio. Non tutti saranno fenomeni, ma tanti potranno diventare amici. L’importanza del gruppo è un’altra cosa che viene spesso sottovalutata». —
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