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Matteo Merini: determinanti per il salto in C1 furono i tifosi
«Nel giorno della finale di ritorno ci accompagnarono lungo il viale, c’era già un’aria di festa. Il mio gol più pesante? Al San Marino, nel ritorno della semifinale
Carrara
«Il mio tifo andrà tutto alla Carrarese. Spero che finalmente si riesca a dare questa grande soddisfazione ad una piazza che come tifoseria e passione merita di fare il grande salto». A 24 ore dalla super sfida play-off contro la Juventus Under 23, parla Matteo “Sentenza” Merini, l'ex attaccante azzurro protagonista degli altri storici play-off della Carrarese, quelli del 2011, che riportarono la squadra in C1. Ormai Merini ha definitivamente chiuso col mondo del calcio e lavora presso la ditta edile di famiglia, ma ricorda ancora con affetto la sua esperienza a Carrara: «Lì ho trascorso quasi cinque anni e mi sono trovato benissimo, facendo anche tante amicizie. Con la Carrarese ho passato momenti di gioia, ma anche momenti meno felici. In ogni caso ricordo un affetto incredibile dei nostri tifosi. Ci sono sempre rimasti accanto continuamente in tutti i momenti. Una città che mi è rimasta nel cuore. Anzi, ultimamente parlavo con mia moglie e prima o poi ci piacerebbe tornare, per salutare le vecchie amicizie, almeno in vacanza. Ricordo con affetto i miei compagni: Vannucci, Benassi, Corrent, Cori, Anzalone e gli altri. Era un bel gruppo. Con tutti loro ogni tanto abbiamo ancora contatti tramite social o telefono».
Con Merini impossibile non tornare ai suoi due gol segnati contro il San Marino nelle due semifinali play-off. «Sono ricordi bellissimi. All'andata era finita 1-0 per noi con un mio gol. Una partita difficile: dopo 20 minuti eravamo passati in vantaggio, ma il passaggio del turno era rimasto in bilico. Ancora più bello è il ricordo della gara di ritorno a Carrara. Eravamo sotto di due reti. Si era messa male, ma riuscii a segnare il 2-1 in contropiede». Quella contro i “Titani” fu l'unica partita nella quale la Carrarese rischiò concretamente di compromettere il risultato finale. «Noi pensavamo di poter vincere il campionato e promuovere direttamente, poi la restituzione del punto al Carpi ci costrinse a disputare i play-off, allungando ulteriormente il nostro cammino. Questa cosa ci condizionò. Quella di ritorno fu una partita strana. Il loro 2-0 ci aveva colpiti e c'era scoramento. Non stavamo bene sia fisicamente che mentalmente. L'azione del mio gol? Ci fu un lancio lungo spizzato da Gaeta. Io ero stanchissimo. Andai sul taglio, calciando al volo, con un sinistro ad incrociare, utilizzando le ultime energie rimaste. Mi dissi: “O la va o la spacca” e andò bene. E' stata una liberazione e da lì per noi è stato tutto in discesa. Tra l'altro è uno dei pochi gol che non riesco più a ritrovare. Non c'è traccia su Youtube. Peccato, mi piacerebbe rivedermi, anche perché tra i miei gol, è quello a cui tengo di più».
Completamente diversa fu la doppia finale col Prato. «Già nei giorni precedenti – continua Merini - la nostra sensazione era che quasi sicuramente avremmo vinto. Sentivo che niente avrebbe potuto fermarci. L'andata era finita 1-0 per il Prato, ma noi eravamo sicuri di ribaltarla. Il clima e l'euforia generale ci aiutarono tantissimo. Ricordo i tanti tifosi che ci seguirono lungo il viale mentre ci avvicinavamo allo stadio. C'era già aria di festa prima ancora che arrivassimo al campo. Questo ci caricò tantissimo. I nostri tifosi per tutta la stagione furono stupendi. Ci accompagnarono sempre, seguendoci in tantissimi anche nelle trasferte».
Luca Santoni
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