Meteo
Serie C, settimana decisiva per capire come e quando si gioca
carrara
Il calcio italiano prova a ripartire, ma l'uscita dal tunnel appare ancora lontana. Ieri, attraverso il portale dell’ufficio per lo Sport della presidenza del Consiglio, è stato pubblicato il protocollo sanitario che i club professionistici di Serie A, B e C dovranno seguire per la ripresa degli allenamenti collettivi. Nel documento di 14 pagine viene sollecitata la necessità di effettuare test ogni 4 giorni, la possibilità di evitare il maxi-ritiro preventivo per tutta la squadra, con l’isolamento fiduciario che scatta soltanto nel momento in cui venga accertata la positività di un calciatore al Covid-19.
Insomma, un protocollo sanitario alleggerito rispetto alle origini, ma che rischia ugualmente di pesare dannatamente troppo sulle spalle delle società economicamente più deboli, ovvero quelle della Lega Pro. Oltre al protocollo per gli allenamenti di squadra, domani sarà pronto anche quello da attuare in occasione delle gare di campionato vere e proprie. Ad annunciarlo è stato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora a Rai Uno nel corso della trasmissione “La vita in diretta”: «Pochi minuti fa – ha detto - abbiamo pubblicato il protocollo che consente alla Figc e alle squadre di Serie A di riprendere gli allenamenti collettivi, c'è il definitivo ok del Cts. L'altra novità è che lunedì 25 (domani, ndr) riceverò il protocollo per la ripresa del campionato, lo trasferirò immediatamente al Cts per far sì che nell'incontro (tra Governo e Figc, ndr) di giovedì 28 maggio si possa già avere un orientamento del Cts sulla questione e quindi in quella data dire se ci sono le condizioni per riprendere e quando». «Se sono ottimista? - ha proseguito il ministro - io voglio essere ottimista. Ho detto un secco no quando continuavamo a contare centinaia di morti e in quel momento era assurdo chiedermi quando sarebbe ripreso il campionato. Ma se riparte il paese è chiaro che deve ripartire il calcio. Però voglio dire che senza questa linea di prudenza non so dove saremmo potuti arrivare».
La Carrarese, come molti club di Serie C, rimane quindi alla finestra. La posizione di piazza Vittorio Veneto è sempre stata chiara e coerente, manifestando senza sbandamenti la volontà di tornare a giocarsi le sue chance ai playoff. Anche l'ultimo consiglio federale della Figc ha confermato questa filosofia di veduta, affermando la necessità assoluta di terminare la stagione, raggiungendo i verdetti sul campo e non tramite calcoli matematici. Quello dell'ultimo Consiglio Federale quindi per la Carrarese rappresenta solo il primo step di un quadro in evoluzione in attesa dei prossimi passaggi preannunciati, ossia quello del 28 maggio con in programma l'incontro tra Governo e Figc e, successivamente, la convocazione di un nuovo Consiglio Federale del 3 giugno, che serviranno a dettare la linea definitiva. La Carrarese attende che i soggetti preposti ad assumere decisioni possano farlo, una volta effettuate tutte le valutazioni del caso. —
Luca Santoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
