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La scomparsa di Simoni. Grassi: «Era un uomo speciale»
con lui in panchina la promozione della carrarese in c1 nella stagione 91-92
carrara
La Carrarese piange Gigi Simoni. Dopo circa un anno e mezzo dal malore che lo aveva colpito all’interno della sua abitazione, l’ex allenatore di Inter, Napoli e Cremonese ieri si è spento all'età di 81 anni. Detentore del record di promozioni nei campionati professionistici (8) l'apice della carriera di Simoni coincide con la conquista della Coppa Uefa con l'Inter nel 1998. Una delle sue gioie più grandi, insieme alla vittoria del campionato di C2 proprio con la Carrarese nel 1992, come lui stesso spesso ricordava. Presidente di quella Carrarese era Luciano Grassi.
L'ex patron, profondamente commosso, ricorda l'allenatore e l'uomo Simoni: «Ormai con lui si era creato un rapporto di fratellanza, anche tra le nostre famiglie. È stato un allenatore che ha lasciato un segno affettivo nella mia esperienza da presidente. Ho appreso la notizia e sono ancora sconvolto. Gigi era una persona eccezionale. Col suo modo di fare conquistava tutti, che rimanevano affascinati dalla sua bontà. Sapeva parlare e sapeva colpire con le sue parole. Era un uomo speciale». Simoni approdò sulla panchina azzurra nella stagione di C1 ’90-91, subentrando a Beppe Savoldi, senza però riuscire a salvare la squadra. Il riscatto arrivò l'anno seguente. «Lui stava attraversando un periodo difficile», ricorda Grassi. «Quando si seppe in giro che lo stavo trattando, molti me lo sconsigliarono, invece qui a Carrara si rilanciò. Dopo la Carrarese per Simoni arrivano i maggiori successi con la Cremonese, lanciando tra gli altri Tentoni, poi con Napoli e Inter. Da qui per lui fu un'escalation».
Quanto è cambiato il calcio da allora ad oggi? «Moltissimo. A quei tempi c'erano i vivai anche in Serie C. La Carrarese vantava un settore giovanile di 500 ragazzi. Li prendevamo a 6 anni e li portavamo avanti fino alla Berretti. C'era un altro modo di lavorare». Anche per quanto riguarda gli allenatori? Tecnici con lo stile di Simoni se ne vedono sempre meno. Simoni è stato ricordato come l'allenatore gentiluomo, mentre oggi – notiamo - sembrano più sergenti dei Marines. «Ora sono tutti “professionisti” nel senso del business», commenta Grassi. «Simoni era veramente un gentiluomo. I tempi cambiano, però sono convinto che Gigi farebbe la storia anche adesso, perché lui viveva il calcio, lo conosceva e lo capiva come pochi. Il fatto che fosse stato giocatore per tanti anni, lo aiutò molto. Io ho avuto tanti allenatori. Certamente Marcello Lippi aveva il suo stile, Corrado Orrico lo stesso, ma come tecnico Gigi Simoni è stato unico. Lui ribaltava le partite nell'intervallo. Conosceva perfettamente i calciatori avversari, fin nei minimi dettagli. Partiva dalle basi e sapeva dire esattamente ai suoi giocatori come dovevano comportarsi in campo. Era uno spettacolo sentirlo parlare e vedere come inculcava calcio ai ragazzi. Ne ho visti pochi come lui. Con la sua scomparsa, il calcio italiano perde una grande figura e un grande uomo». —
Luca Santoni
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